Milano, città dinamica e in continua evoluzione, si trova di fronte a una sfida cruciale: garantire affitti accessibili a una popolazione sempre più diversificata. Con un Mercato immobiliare in costante crescita e una domanda in evoluzione, la questione dell’abitare sostenibile diventa centrale per il futuro della città.
L’accessibilità abitativa è un concetto chiave che misura la relazione tra il costo dell’alloggio e il reddito disponibile delle famiglie. Secondo i dati di Eurostat, nel 2026 il 12,3% della popolazione urbana nell’Unione Europea viveva in famiglie dove il costo dell’alloggio superava il 40% del reddito disponibile, un aumento rispetto all’11,2%. In Italia, questa percentuale era dell’8,7%, con un preoccupante 11,2% tra i giovani di età compresa tra 25 e 34 anni.
La situazione a Milano: un mercato in tensione
Milano, con i suoi 1,4 milioni di residenti, è una città in espansione che attrae investimenti immobiliari nazionali e internazionali. Questo afflusso di capitali ha portato a un incremento dei prezzi delle case, rendendo l’abitare sempre più inaccessibile per una fascia crescente di popolazione, in particolare i giovani.
La domanda di case in affitto è in continua evoluzione, con gruppi sociali come lavoratori precari, studenti e famiglie mono-genitoriali che cercano soluzioni abitative temporanee. Tuttavia, solo il 25% del patrimonio residenziale milanese è destinato all’affitto, creando una forte polarizzazione tra il libero mercato, spesso inaccessibile, e l’affitto pubblico, già saturo.
L’importanza dell’affitto accessibile
L’affitto accessibile rappresenta una soluzione concreta per bilanciare le esigenze degli inquilini e dei proprietari. Promuovere canoni di affitto inferiori ai valori di mercato può alleviare il carico economico sulle famiglie, mentre incentivi e garanzie pubbliche possono valorizzare gli immobili per i proprietari. Milano Abitare, ad esempio, offre supporto attraverso misure di sostegno alla locazione.
Inoltre, l’affitto accessibile può colmare i vuoti d’offerta del mercato, ampliando la fascia intermedia a canone concordato. Questo approccio può sostenere categorie di inquilini che altrimenti rimarrebbero escluse dal mercato privato della locazione, grazie al supporto delle politiche pubbliche.
Strumenti e politiche per un futuro sostenibile
L’edilizia residenziale sociale è un settore in crescita che affianca la cooperazione di abitanti storicamente impegnati nell’abitare sociale. Tuttavia, risponde solo a determinati profili di domanda. Il contratto a canone concordato, pur essendo potenzialmente virtuoso, ha avuto un impatto limitato a Milano.
Per affrontare queste sfide, è essenziale sostenere forme di agevolazione pubblica, come quelle previste dal Comune di Milano per l’edilizia convenzionata in affitto. Queste misure possono favorire la crescita di settori di mercato alternativi al libero mercato, offrendo soluzioni abitative più accessibili e sostenibili.
Solo attraverso una collaborazione efficace sarà possibile creare un futuro in cui l’abitare sia un diritto accessibile a tutti.



