Quindi di chi saranno le opere che tra dieci anni potremmo continuare ad ammirare?
Secondo la mappa elaborata con il Survival Rating, nel 2019 terrà bene l’artista tedesco Gerhard Richter (1932) non subirà contraccolpi. Primo in classifica,Richter presenta infatti il più elevato grado di consensus, con il 91% degli intervistati concordi nell’affermare la sua “longevità”. Al secondo posto si piazzerebbe Jeff Koons che, grazie al suo 82% di consensi, non dovrebbe cadere nel dimenticatoio, seguito a ruota da Robert Gober con il 60% di giudizi favorevoli, nonostante l’andamento altalenante delle sue ultime aste. Positivo nel breve termine il consensus per Andreas Gursky (1955) mentre per il lungo termine, pur rimanendo tra i primi dieci “sopravvissuti”, la sua situazione sarebbe meno solida. Scende, invece, Richard Prince, soprattutto per il breve termine, mentre per quanto concerne il futuro si ipotizza che l’artista continuerà a godere di una certa fama, così come il danese Eliasson che si piazza a metà classifica.
E’ in dubbio, invece, la “sopravvivenza” del principe delle quotazioni, Damien Hirst, che nella classifica del Survival Rasting si piazza addirittura al ventunesimo posto, mentre a rischio sarebbe anche Paul McCarthy.
In risalita invece Takashi Murakami, la cui arte sofisticata e delicata, ci terrà compagnia anche per i prossimi dieci anni, mentre nessun problema ci sarà per l’americana Cindy Sherman che manterà un consensus molto alto per i prossimi 10 anni.
E che fine fa la video-art?
A difenderla nel 2019 ci saranno Bill Viola e il duo artistico Gilbert & George (1943, 1942), sebben per questi ultimisi registrerà un leggero calo dei consensi.
A rischio l’artista figurativa sudafricana Marlene Dumas (1953), per Cecily Brown (1969), George Condo, Shirin Neshat, che si piazzano nelle ultime posizioni.
E gli italiani?
Tra i sopravvissuti troviamo solo Maurizio Cattelan che raccoglie un buon 50% di giudizi positivi.
Infine, la classifica segnala anche quegli artisti contemporanei che andranno nel 2019 a fare compagnia aimostri dell’arte, sebbene si evidenzi come la loro situazione sarà nel tempo molto più vulnerabile per effetto del mix tra consensus e prezzi delle loro opere sul mercato.


