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10 Ottobre 2026

Iss raccomanda voto favorevole di Mediobanca alla fusione con MPS

Il proxy advisor Iss spinge Mediobanca verso la fusione con MPS, ma avverte su un prezzo di scambio poco vantaggioso.

Iss raccomanda voto favorevole di Mediobanca alla fusione con MPS

Il proxy advisor Iss ha appena pubblicato il suo primo parere in merito al piano di integrazione tra Mediobanca e Monte dei Paschi di Siena (MPS). La raccomandazione, indirizzata agli azionisti della merchant bank, invita a votare favorevolmente la proposta di fusione elaborata dal CEO del Monte, Luigi Lovaglio. L’analisi non entra nei dettagli delle operazioni di Banca Generali e Banco BPM avviate da MPS, ma si concentra sul valore industriale dell’unione delle due realtà bancarie.

Motivazioni alla base del giudizio di Iss

Secondo Iss, la fusione è supportata da una solida logica strategica e rappresenta un passo decisivo verso la realizzazione delle sinergie attese, stimate ora tra i 700 e gli 800 milioni di euro annui. Il rapporto sottolinea che, nonostante la valutazione delle azioni Mediobanca non risulti particolarmente allettante, l’operazione consentirebbe di eliminare il conflitto implicito tra l’azionista di controllo e i soci di minoranza offrendo loro una partecipazione in un ente più grande e più liquido. Inoltre, la fusione non sembra ostacolare l’offerta di Intesa Sanpaolo su MPS, che non ha legato la prosecuzione dell’OPAS alla sua accettazione.

Dettagli del concambio azionario

Il piano prevede lo scambio di 2,45 azioni MPS per ciascuna azione Mediobanca con l’emissione di circa 272 milioni di nuove azioni della storica banca senese. Per gli azionisti di minoranza di Mediobanca, il risultato sarebbe una partecipazione dell’8,2 % nel capitale post-fusione, corrispondente a un premio implicito del 7,3 % rispetto al prezzo di chiusura del 16 febbraio. Questo premio, però, si sovrappone a un multiplo prezzo-utili già compressa, con Piazzetta Cuccia che operava a uno sconto del 14 % rispetto alla mediana dei concorrenti.

Contesto competitivo: l’offerta di Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha suggerito ai soci di MPS di posticipare l’integrazione fino al completamento della propria offerta, sostenendo che tale scelta ridurrebbe i rischi legati all’integrazione informatica, alle operazioni duplicate e alle possibili inefficienze di costo. Nonostante ciò, Iss osserva che la proposta di fusione “non compromette di per sé l’offerta di Intesa”, la quale non ha vincolato la continuazione dell’OPAS al risultato del voto su Mediobanca. Il dubbio rimane quindi su quale scenario strategico avrà la precedenza nella prossima assemblea del 29 ottobre.

Resistenze dei principali azionisti

Il panorama azionario è segnato da un blocco di opposizione guidato da Caltagirone (13 % di MPS), Benetton e altri fondi internazionali. La holding FGC ha annunciato il voto contrario a tutti i punti all’ordine del giorno dell’assemblea, inclusi la fusione con Mediobanca e le operazioni su Banca Generali e Banco BPM. Anche il Crédit Agricole, che detiene quasi il 30 % di Banco BPM, ha deciso di non conferire le proprie azioni nell’ambito dell’OPS, rafforzando la posizione anti-fusione. Questi dissensi rappresentano più di un terzo del capitale di MPS, rendendo difficile il raggiungimento della maggioranza dei due terzi richiesta per approvare le decisioni straordinarie.

Prospettive per gli azionisti di Mediobanca

Per i soci di minoranza di Mediobanca, l’ingresso diretto nel capitale del Monte implica la possibilità di partecipare ai benefici della politica di remunerazione del nuovo gruppo, che prevede un payout del 100 % e potenziali distribuzioni di capitale eccedente. L’operazione consentirebbe inoltre di accedere più rapidamente alle attività fiscali differite e di sfruttare le sinergie operative stimate in circa 600 milioni di costi una tantum. Tuttavia, il confronto con il mercato è sfavorevole: il prezzo di scambio appare poco competitivo rispetto alla valutazione corrente di MPS, il che potrebbe ridurre l’appetibilità dell’offerta per gli investitori più esigenti.

La decisione finale dipenderà dal risultato dell’assemblea del Monte dei Paschi, dal comportamento dei grandi azionisti e dalla eventuale evoluzione dell’offerta di Intesa Sanpaolo. Il prossimo 29 ottobre sarà decisivo per definire il futuro di due delle istituzioni bancarie più storiche d’Italia.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.