Il mercato bancario italiano è di nuovo al centro dell’attenzione dopo che Intesa Sanpaolo ha deciso di rafforzare la propria offerta pubblica di acquisto (OPAS) su Monte dei Paschi di Siena. L’operazione, inizialmente lanciata lo scorso giugno, ha visto aumentare la componente in contanti a €1,25 per azione, un salto di 0,25 euro pensato per incoraggiare gli azionisti a votare a favore. La data fissata per l’assemblea straordinaria, prevista il 29 ottobre, è ora il punto focale su cui convergono gli interessi di tutti gli attori coinvolti.
Le posizioni degli azionisti chiave e le difese proposte da Mps
Tra i soggetti più influenti, Delfin – la holding della famiglia Del Vecchio – ha annunciato il 4 ottobre la propria adesione all’OPAS, impegnandosi a votare in linea con l’offerta di Intesa. Alessandro Benetton tramite Edizione, ha confermato il suo “sì” e ha trasferito l’1,45% delle proprie azioni a favore di Intesa. Al contrario, Francesco Gaetano Caltagirone ha espresso opposizione alle strategie difensive proposte dal management di Mps, mentre Crédit Agricole ha escluso qualsiasi partecipazione al progetto di scambio su Banco BPM. Le difese alternative prevedono, tra l’altro, offerte di scambio su Banco BPM e Banca Generali per un valore complessivo di circa €34 miliardi, ma il loro successo resta incerto.
Il ruolo di Generali e le voci di un possibile blitz
Parallelamente si è alimentata la voce di una potenziale offerta totale di Generali su Banca Generali, mossa che potrebbe servire da contrappeso a Intesa. Se realizzata, l’acquisizione garantirebbe a Generali una quota di maggior peso in un eventuale fusione con Monte dei Paschi, ma comporterebbe anche rischi di Golden Power e un possibile indebolimento della diversificazione di Mps. Per ora, l’ipotesi resta pura speculazione, senza conferme ufficiali.
Il piano di Bper e l’accordo con Unipol
Nel mezzo di queste dinamiche, Gianni Franco Papa amministratore delegato di Bper ha ribadito che la banca è pronta a cogliere l’opportunità di assorbire 635 filiali di Monte dei Paschi, qualora l’OPAS dovesse chiudersi con successo. L’operazione sarebbe possibile grazie a un accordo preliminare stipulato con Unipol che prevede il passaggio dei punti vendita a Bper al termine della procedura antitrust. Papa ha indicato il 2028 come anno indicativo per il completamento del trasferimento, in linea con le stime fornite dal management di Intesa.
Il potenziale consolidamento porterebbe il numero totale di sportelli controllati da Bper a più di 2.600 trasformandola in una delle reti bancarie più capillari del paese. Secondo le parole del CEO, il vero valore dell’operazione non risiede tanto nel nome della nuova entità – che potrebbe mantenere o meno il marchio Bper – ma nel “DNA” di una banca nazionale capace di servire individui, famiglie, imprese e comunità con una presenza capillare su tutto il territorio.
Implicazioni strategiche per Bper
Un’integrazione di tale portata consentirebbe a Bper di aumentare significativamente la propria scala, allargare la base clienti e rafforzare la posizione nel settore bancario italiano. Papa ha sottolineato che, anche se al momento Bper è “alla finestra” in attesa di una decisione definitiva, una conferma dell’OPAS rappresenterebbe per l’istituto un “passo gigantesco” verso una consolidazione più profonda. Al momento, non sono previste ulteriori acquisizioni; la banca sta concentrando le proprie energie sul possibile trasferimento delle filiali Mps.
Prospettive per l’assemblea del 29 ottobre
L’assemblea di Mps del 29 ottobre è ormai il banco di prova per tutte le ipotesi avanzate. Se gli azionisti decideranno di approvare le difese alternative, l’offerta di Intesa verrebbe annullata e il futuro di Monte dei Paschi rimarrebbe incerto. Al contrario, una maggioranza favorevole all’OPAS aprirebbe la porta alla cessione dei 635 sportelli a Bper, con Unipol pronta a intervenire nella fase successiva. Gli osservatori avvertono che, nonostante le recenti dichiarazioni di futuri rilasci il risultato finale dipenderà dalla capacità delle parti di superare gli ostacoli antitrust e di garantire la stabilità finanziaria dell’operazione.
Intesa Sanpaolo spinge per l’acquisizione di Monte dei Paschi, Generali valuta mosse difensive e Bper in attesa dell’esito dell’OPAS, prepara la propria proposta di integrazione di centinaia di filiali. Il vero vincitore sarà determinato nella seduta del 29 ottobre, ma l’eco di queste trattative si sentirà per anni a venire.



