Salta al contenuto
27 Ottobre 2026

Assegno unico 2027, rivalutazione Istat al 2,9% e impatti

L'assegno unico 2027 viene indicizzato al 2,9% dall'Istat: ecco chi beneficia di più, le simulazioni sugli importi e quando arriveranno i nuovi accrediti.

Assegno unico 2027, rivalutazione Istat al 2,9% e impatti

L’assegno unico destinato alle famiglie con figli subirà un adeguamento per il 2027 in base all’indice dei prezzi al consumo rilevato dall’Istat. L’inflazione acquisita per il 2026 è stata quantificata al 2,9%, parametro che alimenta la rivalutazione automatica degli importi gestiti dall’INPS. Si tratta di un meccanismo di indicizzazione previsto dalla legge, non di un incremento discrezionale deciso dal Parlamento o dal Governo.

Come funziona la rivalutazione e calendario delle conferme

Il meccanismo è semplice nella logica legislativa: l’INPS applica la percentuale ufficiale agli importi base dell’assegno e a tutte le maggiorazioni previste. Per il 2027 il valore di riferimento è il 2,9%, leggermente superiore al 2,8% indicato nel Documento di Economia e Finanza. L’anno precedente la rivalutazione era stata pari all’1,4%, quindi l’incremento acquisito è sensibilmente più elevato rispetto al 2026.

La percentuale definitiva sarà formalizzata con un decreto del Ministero dell’Economia, in genere pubblicato nella seconda metà di novembre 2026. Dopo la firma del decreto il calendario operativo prevede l’aggiornamento delle tabelle da parte dell’INPS e l’applicazione dei nuovi importi a partire da febbraio 2027, secondo la consuetudine di aggiornare i pagamenti dopo il rinnovo annuale delle domande.

Simulazioni degli aumenti per fascia ISEE e importi medi

Le cifre circolanti al momento sono simulazioni ottenute applicando il 2,9% agli attuali importi. Non vanno confuse con le tabelle ufficiali che usciranno dopo il decreto del MEF. Tuttavia le proiezioni offrono una mappa utile per capire l’ordine di grandezza degli aumenti: il valore massimo simulato per figlio si aggira sui 104 euro annui, pari grosso modo a 8-9 euro al mese. Per chi riceve gli importi massimi, l’incremento in valore assoluto è più consistente rispetto alle fasce con ISEE più elevato.

La logica distributiva dell’assegno unico rimane basata sulle fasce di ISEE: più basso è il reddito equivalente del nucleo, maggiore è l’importo mensile per figlio. Questo significa che le famiglie con redditi minori e quelle numerose avranno benefici maggiori in termini assoluti, perché la rivalutazione si applica su un importo di base più elevato rispetto a chi percepisce il minimo.

Effetto su famiglie numerose e nuclei con disabilità

Le famiglie composte da tre o più figli sommano la rivalutazione su ogni componente: dunque l’aumento complessivo annuo diventa significativo. Analogamente, le maggiorazioni previste per figli con disabilità sono soggette allo stesso meccanismo di indicizzazione, aumentando l’effetto per i nuclei che godono di tali integrazioni.

Perché aggiornare le soglie ISEE è cruciale

Oltre all’adeguamento degli importi, è altrettanto necessario riallineare le soglie di ISEE. Se i limiti di fascia non venissero aggiornati per tenere conto dell’inflazione, molte famiglie il cui reddito nominale è salito soltanto in conseguenza dell’aumento generale dei prezzi rischierebbero di transitare in fasce superiori e vedere così ridotto l’importo spettante, vanificando parzialmente la rivalutazione. L’adeguamento delle soglie serve a preservare il potere reale del sussidio e a mantenere coerente il rapporto tra reddito reale e beneficio erogato.

Dal punto di vista pratico, l’indicizzazione al 2,9% non modifica i criteri di accesso: restano fondamentali la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica valida per il periodo di riferimento e la corretta comunicazione delle variazioni del nucleo familiare. L’aggiornamento dell’ISEE è raccomandato entro gennaio per evitare ritardi nei pagamenti dei primi mesi del 2027.

In attesa del decreto ministeriale e delle tabelle ufficiali da parte dell’INPS, le famiglie possono utilizzare le simulazioni per orientarsi ma non per fissare decisioni definitive. Le azioni pratiche consigliate restano l’aggiornamento della DSU, la verifica dello stato della domanda e, per chi non ha ancora richiesto l’assegno, la presentazione della domanda all’istituto per ottenere eventuali accrediti con effetto retroattivo limitato.

Nel complesso la rivalutazione del 2,9% rappresenta un adeguamento non rivoluzionario ma concreto per milioni di beneficiari: la sua efficacia dipenderà anche dall’aggiornamento delle soglie di ISEE e dalla tempestività con cui le famiglie completeranno le procedure richieste.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.