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25 Ottobre 2026

Bitcoin sotto gli 80.000 dollari, banche e tokenizzazione in crisi

Bitcoin cade sotto gli 80.000, gli investitori ricorrono al debito e le tensioni normative spostano il centro d’interesse verso l’Asia e il Medio Oriente.

Bitcoin sotto gli 80.000 dollari, banche e tokenizzazione in crisi

Il Bitcoin ha rotto la soglia dei 80.000 dollari il 24 ottobre 2026, toccando il valore più basso registrato da oltre un mese. La flessione è avvenuta in un contesto di crescente avversione al rischio, determinata dalle notizie relative alle evacuazioni statunitensi dal Medio Oriente. L’intero comparto crypto ha subito pressioni ribassiste, con gli investitori che hanno iniziato a valutare con più cautela le proprie esposizioni.

Parallelamente, una tendenza emergente vede operatori tradizionali utilizzare strumenti di debito per aumentare la propria presenza in Bitcoin. Le società Strategy e Strive hanno emesso titoli preferenziali e obbligazioni, raccogliendo capitali sufficienti ad acquistare quasi 136.000 BTC. Questo approccio crea un canale di finanziamento parallelo rispetto ai più noti ETF, segnalando una maggiore maturità del mercato cripto, dove le strutture di capitale complesse sostituiscono gli acquisti diretti.

Finanziamento tradizionale per Bitcoin: strategie di Strategy e Strive

Le emissioni di titoli preferenziali da parte di Strategy e Strive prevedono la distribuzione di dividendi agli investitori, rendendo l’acquisizione di Bitcoin più attraente per le istituzioni. L’utilizzo del debito per coprire la spesa di 136.000 BTC rappresenta una risposta alle limitazioni normative che freno le alternative più semplici. Gli analisti interpretano queste mosse come un segnale che il settore sta passando da un modello di acquisto sporadico a una strategia di long term più strutturata.

Le whale usano Bitcoin come collaterale

Il CEO di Xapo Bank, Seamus Rocca, ha osservato che i whale – i detentori più importanti di Bitcoin – stanno sempre più impiegando i propri Bitcoin come garanzia per ottenere prestiti e generare rendimenti aggiuntivi. Questa pratica consente loro di aumentare gradualmente le posizioni senza dover liquidare asset, sfruttando la capacità del Bitcoin di fungere da collaterale in un mercato ancora poco regolamentato.

Tensioni regolamentari e spostamento verso Asia e Medio Oriente

Negli Stati Uniti, l’attesa per l’approvazione del Clarity Act continua a generare incertezza. Il direttore di Apex Group, Peter Hughes, ha sottolineato che l’assenza di una cornice normativa chiara potrebbe indurre gli operatori a trasferire le proprie attività verso giurisdizioni più flessibili, tra cui diversi paesi dell’Asia e del Medio Oriente. Queste regioni stanno infatti offrendo regole più rapide e pragmatiche, diventando punti di riferimento per chi desidera sviluppare infrastrutture cripto.

Resistenze alla tokenizzazione di azioni su piattaforme crypto

Le ambizioni di tokenizzare azioni tradizionali hanno incontrato notevoli ostacoli. Grandi marchi come McDonald’s, Microsoft e Google hanno espresso riserve sulla proposta di OKXICE di quotare versioni tokenizzate delle loro azioni. Successivamente, anche Wells Fargo, Cisco e Marvell hanno espresso preoccupazioni, citando rischi legali e implicazioni reputazionali. Gli esperti rassicurano che tali resistenze riflettono una cautela necessaria, non un rifiuto definitivo della tokenizzazione.

Prospettive di mercato: volatilità e nuove infrastrutture

Il panorama attuale mostra un equilibrio precario tra volatilità dei prezzi e l’emergere di nuove infrastrutture finanziarie. Mentre gli Stati Uniti e l’Europa faticano a definire regole competitive, l’Asia e il Medio Oriente stanno capitalizzando l’opportunità, attirando investimenti istituzionali. Le banche, le società di gestione patrimoniale e gli exchange continuano a sperimentare soluzioni innovative – dai prestiti garantiti in Bitcoin alle piattaforme di tokenizzazione – per integrare l’asset digitale nelle strategie di lungo periodo.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.