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25 Ottobre 2026

Indagini svelano rete di riciclaggio con cripto in Svizzera

Scopri come una squadra mafiosa ha creato una banca occulta per riciclare droga e tasse, usando anche le criptovalute svizzere.

Indagini svelano rete di riciclaggio con cripto in Svizzera

Mercoledì scorso le autorità hanno interrotto un’operazione che fungeva da banca clandestina per la ‘Ndrangheta e la Camorra nella zona di Pero, nel milanese. L’azione ha portato all’arresto, a Lugano, di un cittadino napoletano di 62 anni, accusato di riciclare denaro attraverso criptovalute e conti svizzeri.

Operazione di polizia a Pero e cattura a Lugano

Le forze dell’ordine hanno perquisito diversi uffici situati in un edificio apparentemente ordinario, individuando una rete di contatti che gestiva crediti a tassi di usura e trasferimenti di fondi illeciti. Secondo gli investigatori, la struttura operava parallelamente al sistema bancario tradizionale, consentendo l’elusione totale dei controlli fiscali e antiriciclaggio. L’imprenditore napoletano, identificato come responsabile della parte finanziaria, è stato tratto in arresto a Lugano, dove risiedeva parte del capitale destinato a investimenti in criptovalute.

Meccanismo interno della banca clandestina

Il flusso di denaro iniziava con il versamento di contante raccolto da attività di traffico di droga e dall’ evasione fiscale. Una volta entrato nell’istituto, il denaro veniva “pulito” grazie a false fatturazioni emesse da società fittizie. Le imprese compiacenti accettavano di emettere fatture per operazioni inesistenti, permettendo così di giustificare il denaro come reddito legittimo. In una fase successiva, le somme venivano trasferite all’estero, spesso in Svizzera, dove venivano depositate su conti correnti o convertite in criptovalute per nascondere ulteriormente l’origine.

Altri canali di movimentazione illecita e ruolo della Svizzera

Oltre al modello basato su fatturazioni false, le organizzazioni criminali impiegano metodi tradizionali come l’Hawala in Africa o il Fei Ch’ien in Cina, noti collettivamente come “denaro volante”. Si tratta di reti informali che, tramite accordi verbali tra mediatori, spostano somme di denaro senza generare tracce documentali. In Nord Italia, gruppi cinesi sono particolarmente attivi in questo tipo di operazione. La Svizzera, consapevole del fenomeno, ha già avviato tavole rotonde sulla underground banking, definita dalla sua polizia federale una “minaccia per la sicurezza globale”.

Il ruolo crescente delle criptovalute

Nel 2025 l’Ufficio di comunicazione per il contrasto al riciclaggio ha registrato circa 2.900 segnalazioni di transazioni sospette relative ad asset virtuali, con un incremento del 59,7% rispetto all’anno precedente. Le autorità hanno sottolineato che le organizzazioni mafiose sfruttano le potenzialità offerte dalle monete virtuali, abilità che rende più difficile tracciare i flussi finanziari. L’operazione di questa settimana rappresenta dunque l’ultimo caso noto di utilizzo di criptovalute per finire il riciclo di denaro sporco.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.