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6 Agosto 2026

Come i Pir e i Sia possono rivoluzionare il mercato dei capitali europeo

I Pir e i Sia rappresentano una svolta nel mondo degli investimenti, connessi al risparmio e alle imprese. Scopri come stanno cambiando il panorama finanziario

Come i Pir e i Sia possono rivoluzionare il mercato dei capitali europeo

In un’epoca in cui l’Europa cerca di trasformare il risparmio in investimenti produttivi, due strumenti finanziari stanno emergendo come pilastri fondamentali: i Pir e i Sia. Questi contenitori fiscali non solo incentivano gli investimenti di lungo periodo, ma indirizzano anche il capitale verso il tessuto produttivo nazionale e europeo.

Con oltre 12.500 miliardi di euro parcheggiati in depositi e conti correnti, l’Europa ha un’enorme riserva di risparmio che spesso non viene sfruttata al meglio. La Savings and Investments Union un’iniziativa della Commissione europea, mira a mobilitare queste risorse per sostenere crescita, innovazione e competitività. In questo contesto, i Pir e i Sia giocano un ruolo cruciale.

I Pir: un successo italiano

, i Pir hanno conquistato 820.000 risparmiatori, con masse per 27 miliardi di euro. Questi strumenti offrono un’agevolazione fiscale significativa, esentando i redditi finanziari a fronte di un investimento mantenuto per almeno 5 anni. I Pir rappresentano tra il 9 e il 13% del flottante dei mercati Ftse Italia MidCap, Small Cap e Egm, dimostrando il loro impatto concreto sul mercato azionario italiano.

Esiste anche una versione alternativa dei Pir, destinata a finanziare le imprese di minori dimensioni, che offre benefici fiscali ancora più generosi. Questi strumenti sono essenziali sia per i risparmiatori che per il mercato, e la raccomandazione europea del 30 offre l’opportunità di compiere un ulteriore passo avanti.

I Sia: una nuova frontiera europea

La Commissione europea ha invitato gli Stati membri a sviluppare i Sia o Savings and Investment Account, lasciando ampia libertà nella loro configurazione. Assogestioni propone un nuovo contenitore fiscale accanto ai Pir, con un maggiore orientamento agli investimenti europei e azionari. Questo strumento, che prevede almeno il 70% di investimenti in emittenti dell’Unione Europea, potrebbe diventare un punto di riferimento per i risparmiatori.

Nel dibattito nazionale, diverse ipotesi di strutturazione dei Sia sono state formulate, la maggior parte delle quali ricalca la proposta di Assogestioni. Tuttavia, un’idea che si distingue è quella di emulare gli Isk svedesi che offrono un regime fiscale agevolato basato su un prelievo annuale sul patrimonio medio. Questo approccio, tuttavia, è difficilmente conciliabile con il principio della tassazione sul realizzato che caratterizza la fiscalità italiana.

Isk svedesi: un modello da valutare

Gli Isk svedesi si caratterizzano per l’ampiezza dell’oggetto dell’investimento e l’assenza di un holding period minimo per accedere al regime fiscale agevolato. Tuttavia, il loro regime fiscale, che prevede un prelievo annuale sul patrimonio medio, assomiglia a un’imposta patrimoniale, poco gradita ai cittadini italiani. Inoltre, questo approccio incentiva un comportamento di investimento a breve termine, lontano dalle logiche di medio-lungo periodo che sono fondamentali per i mercati finanziari.

Il futuro dei Pir e dei Sia

Un contenitore fiscale diversificato per asset e geograficamente, detassato se mantenuto per almeno 5 anni, rappresenta un’opportunità unica per i risparmiatori. Questi strumenti non solo creano valore, ma immettono nuove risorse nell’economia e promuovono una corretta educazione finanziaria. In un contesto in cui i cambiamenti demografici richiedono una pianificazione rigorosa delle risorse finanziarie, i Pir e i Sia si rivelano essenziali per affrontare con dignità una vita sempre più lunga.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.