Nel 2026, uno studio condotto da Bigot ed Espic presso la Banca di Francia (BdF) ha rivelato che circa la metà dei consumi osservati è strettamente legata alla ricchezza delle famiglie. Questo rapporto è fondamentale per comprendere le dinamiche economiche attuali e future.
La ricerca si basa su un lavoro precedente di Beach, Gamber e Moran del Federal Reserve Board che ha analizzato i consumi suddivisi per gruppi di reddito. Questi studi indicano che per prevedere i consumi, è essenziale monitorare la ricchezza, in particolare quella legata alle azioni.
L’importanza della ricchezza azionaria nei consumi
La figura 1 mostra l’andamento dei consumi, stimati in miliardi di dollari USA del 2017, deflazionati con il deflatore del PCE. I dati includono anche la stima del GDPNow per il periodo dal 7 al 8 luglio e la ricchezza netta delle famiglie, anch’essa deflazionata con il deflatore del PCE.
Secondo le previsioni, nel secondo trimestre del 2026, i consumi dovrebbero crescere del 2% su base annua. Nonostante non ci siano dati ufficiali sulla ricchezza netta per questo trimestre, l’aumento dell’S&P 500 suggerisce una crescita del 2,1% della ricchezza netta. Nel primo trimestre, l’inflazione misurata dal deflatore del PCE era intorno allo 0,8%, indicando un aumento del 1,3% della ricchezza netta.
Previsioni per il futuro
Al momento, la crescita dei consumi sembra mantenersi, anche se con un rallentamento. Questo indica che, nonostante le fluttuazioni, la ricchezza continua a giocare un ruolo cruciale nel determinare i comportamenti di consumo delle famiglie.



