Nonostante le tensioni geopolitiche generate dalla guerra in Ucraina e dalle turbolenze in Medio Oriente, il mercato azionario italiano ha mantenuto una traiettoria positiva dall’inizio dell’anno. Il repentino superamento della soglia dei 100 dollari del petrolio ha spinto l’inflazione verso l’alto, ma le quotazioni di piazza affari hanno continuato a guadagnare terreno, trainate soprattutto dal segmento bancario.
Le banche al centro del rialzo di Borsa Milano
Secondo Gilles Guibout, responsabile delle azioni europee per BNP Paribas, le banche hanno tratto vantaggio da due fattori chiave: l’aumento delle commissioni e un processo di consolidamento ancora in corso. Il manager sottolinea che le sinergie derivanti dalle recenti fusioni potrebbero rafforzare i risultati finanziari delle istituzioni, mentre i dividendi rimangono particolarmente appetibili per gli azionisti. Questa dinamica ha spinto il settore bancario a registrare una performance superiore alla media del mercato.
Un valore di valutazione ancora allettante
Guibout osserva che il price-earnings ratio del mercato italiano si attesta intorno a 13 volte gli utili, circa il 10 % al di sopra della media storico-lunga durata. Tale valutazione indica che, pur essendo più cara rispetto al passato, la Borsa italiana offre ancora margini di crescita, specialmente se si considerano le prospettive di utili per il prossimo triennio.
Utili previsti e impatto dei tassi di interesse
Le previsioni di crescita degli utili per il 2027 si aggirano al 12 %, a seguito di un quasi 20 % previsto per il 2026. Andrea Scauri, gestore di Lemanik High Growth, avverte che il futuro mercato dipenderà in gran parte dall’andamento dei tassi. Il manager ritiene che i rendimenti del Treasury decennale americano stiano già avvicinandosi al loro picco, registrando un calo dal 5,2 % attuale. Un ribasso dei rendimenti a lungo termine potrebbe rilanciare la fiducia anche nei titoli di Stato italiani, contrastando il potenziale sell-off dei bond.
Rischi legati al rialzo dei rendimenti
Guibout avverte che l’aumento globale dei rendimenti dei titoli sovrani può tradursi in costi di finanziamento più elevati per le imprese, comprimendo i margini di profitto. Per le banche e le assicurazioni, il deprezzamento dei titoli di Stato in bilancio e l’eventuale crescita delle sofferenze rappresentano una minaccia significativa, aumentando il costo del rischio e potenzialmente erodendo i guadagni a breve termine.
Settori emergenti: difesa, energia e intelligenza artificiale
Il comparto industriale italiano, secondo Paolo Rizzo di Anthilia Small Cap, resta ancorato a temi strutturali come la difesa, le reti elettriche e le infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Rizzo individua opportunità nei data center, nelle soluzioni di raffreddamento e nei produttori di semiconduttori, dove la carenza di offerta continua a sostenere i prezzi. Inoltre, le compagnie assicurative e di wealth management potrebbero trarre vantaggio dall’integrazione dell’AI per migliorare l’efficienza operativa.
Le aziende più resilienti in un contesto di tassi in aumento
Se i tassi dovessero continuare a salire, gli asset più difensivi saranno quelli con bilanci a bassa leva finanziaria o con cassa netta positiva. In questo scenario, le imprese industriali con solidi flussi di cassa e le società del settore energetico potrebbero rappresentare un rifugio per gli investitori alla ricerca di stabilità.



