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Devasini in cima alla classifica Forbes: come Tether ha cambiato il patrimonio italiano

La recente rilevazione di Forbes posiziona Giancarlo Devasini al vertice della ricchezza in Italia, con un patrimonio stimato di 89,3 miliardi di dollari.

Originario di Casale Monferrato e legato alla Val Cerrina, Devasini rappresenta un esempio di come la transizione da professioni tradizionali a settori tecnologici possa trasformare radicalmente una carriera. In questo racconto si intrecciano scelte personali, intuizioni tecnologiche e mosse finanziarie che hanno portato alla nascita e all’espansione di Tether, la stablecoin più nota al mondo.

Il suo percorso include tappe accademiche e professionali insolite per chi poi approda nel mondo delle criptovalute: una laurea in Medicina a Milano e una successiva svolta verso l’informatica e i sistemi digitali. Questo passaggio ha consentito a Devasini di cogliere per tempo opportunità legate al Bitcoin e ad altri strumenti crittografici, trasformando competenze tecniche in valore economico misurabile su scala globale.

Dalla medicina alla finanza digitale

La formazione in ambito sanitario non ha limitato il suo raggio d’azione: al contrario, ha favorito un approccio analitico utile nel mondo dell’informatica e della progettazione di piattaforme. Affacciatosi al settore tecnologico, Devasini ha saputo interpretare il potenziale delle valute virtuali quando ancora erano considerate una scommessa audace. L’esperienza maturata ha portato alla fondazione di strutture operative dedicate allo scambio e alla stabilità delle criptovalute, unendo competenze manageriali e una visione orientata ai mercati internazionali.

Le prime mosse: Bitfinex e Tether

Tra le iniziative che hanno segnato la sua carriera figurano la piattaforma Bitfinex per lo scambio di criptovalute e, soprattutto, Tether, una stablecoin concepita per mantenere un valore affine al dollaro. Questi progetti hanno generato volumi significativi, con operatività che si misura in cifre vicine ai cento miliardi di dollari in termini di controllo e flussi. La scelta di promuovere una moneta digitale con ancoraggio al dollaro ha avuto una ricaduta immediata sulla liquidità e sull’adozione nei mercati cripto.

Il primato nella classifica di Forbes

La classifica aggiornata in tempo reale di Forbes Italia assegna a Devasini la posizione di maggior patrimonio nazionale: 89,3 miliardi di dollari. Alle sue spalle si collocano figure storiche dell’imprenditoria italiana come Giovanni Ferrero con 48,8 miliardi e Andrea Pignataro, fondatore di Ion Group, con 42,6 miliardi. La rilevazione ha mostrato fluttuazioni tra i secondi posti, ma il risultato finale mette in evidenza come il capitale legato alle criptovalute abbia rimescolato le tradizionali gerarchie della ricchezza italiana.

Investimenti e passioni: Juventus e nuovi veicoli

Oltre all’attività nel settore cripto, Devasini e le strutture correlate hanno ampliato la loro presenza in ambiti apparentemente distanti dalla finanza digitale. Un esempio concreto è l’ingresso nel capitale della Juventus, squadra alla quale è legato per passione personale. Attraverso Tether, la partecipazione è arrivata a una quota pari al 10,12% del capitale, con il 6,18% dei diritti di voto: un investimento che coniuga valori affettivi e strategie di diversificazione del portafoglio.

Twenty One Capital e la strategia su Bitcoin

Negli ultimi mesi è stata anche annunciata la costituzione della newco Twenty One Capital, pensata per operare nel mondo degli investimenti in Bitcoin. Questa iniziativa prevede collaborazioni con partner istituzionali e una possibile business combination con la SPAC Cantor Equity Partners, coinvolgendo nomi rilevanti del settore finanziario e tecnologico. La mossa testimonia la volontà di trasformare l’esperienza operativa in veicoli finanziari strutturati, destinati a canalizzare capitali verso asset digitali.

Il profilo di Devasini è dunque quello di un manager che ha saputo trasferire competenze tecniche in un contesto finanziario in rapida evoluzione. Dal Monferrato alle sedi internazionali del mercato cripto, la sua storia illustra come innovazione, visione strategica e scelte di investimento mirate possano ridefinire il panorama della ricchezza nazionale, aprendo nuove domande sulle relazioni tra tecnologia, valore e controllo societario.

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