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14 Ottobre 2026

Distribuzione delle riserve di Bitcoin tra privati, aziende e governi

Scopri chi controlla davvero la maggior parte dei Bitcoin e perché le istituzioni stanno lottando per accaparrarseli

Distribuzione delle riserve di Bitcoin tra privati, aziende e governi

Il Bitcoin rappresenta il bene digitale più conosciuto al mondo, ma la sua proprietà è estremamente frammentata. Anche se Wall Street sta impegnando miliardi di dollari per accumulare la criptovaluta, la maggior parte delle monete rimane nelle mani di utenti singoli, i cosiddetti “retail”.

Secondo le analisi di Bitbo e River i privati detengono circa 13,9 milioni di BTC, cioè il 66% del totale di 21 milioni di monete che potranno mai esistere. Questo dato crea una dinamica di mercato in cui gli acquirenti istituzionali devono competere per unità di Bitcoin che i detentori attuali potrebbero non essere disposti a vendere.

Distribuzione attuale delle monete: privati, ETF e aziende

Al 9 ottobre, gli ETF dedicati al Bitcoin gestivano 1,48 milioni di BTC, mentre le società quotate e private ne possedevano complessivamente 1,66 milioni. I governi, a loro volta, avevano nelle proprie riserve circa 518.500 monete. Insieme, questi gruppi rappresentano circa il 17% della fornitura massima.

Una quota significativa, pari a circa 1,6 milioni di BTC, è considerata persa per errore o dimenticanza, mentre quasi un milione di monete (968.000) sono attribuite all'enigmatico creatore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto. Nonostante questi numeri, la composizione della rete sta subendo un lento ma netto spostamento verso soggetti istituzionali.

Crescita delle riserve istituzionali e impatti sui prezzi

Le stime di River mostrano che, nel 2025, gli investitori privati hanno registrato una vendita netta di 696.000 BTC. Controbilanciando questa fuoriuscita, aziende, fondi d'investimento e governi hanno acquistato quasi un milione di monete nello stesso periodo. Se la tendenza dovesse continuare, gli operatori istituzionali dovranno offrire premi più elevati per incentivare i proprietari attuali a cedere le proprie riserve.

Questa pressione si traduce in un mercato più competitivo, dove il prezzo del Bitcoin gira intorno agli $83.000. L'alta domanda da parte di grandi player istituzionali coesiste con la necessità per le aziende di gestire i costi di mantenimento delle proprie riserve.

Strategie di liquidità di Strategy e Metaplanet

L'azienda Strategy ex MicroStrategy, possiede circa 848.000 BTC. Nella settimana chiusa il 4 ottobre ha prelevato 142,5 milioni di dollari dalla propria riserva in liquidità per finanziare dividendi e interessi, ha speso 73,7 milioni per riacquistare azioni privilegiate e ha acquistato soltanto 334 BTC per 28,7 milioni di dollari. Questo dimostra come la gestione di una tesoreria in Bitcoin possa entrare in conflitto con l'acquisto di nuove monete.

Al contrario, la giapponese Metaplanet ha adottato una politica più dinamica. Durante il terzo trimestre ha venduto 10.000 BTC e ne ha riacquistati 11.000, dimostrando così la propria capacità di generare liquidità senza intaccare la strategia di lungo periodo. L'azienda attualmente detiene 44.000 BTC, limitando la quota di Bitcoin all'85-90% del patrimonio totale.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.