Il mercato azionario italiano, gestito da Borsa Italiana e integrato nel gruppo Euronext dal 2021, presenta una struttura poco adeguata rispetto al peso della sua economia reale. Con circa 400 imprese quotate e una capitalizzazione pari al 47% del PIL l’Italia si trova notevolmente indietro rispetto a Francia, Regno Unito o Svezia, dove i rapporti superano il 100%.
Il divario è al centro di una ricerca intitolata “Più Borsa, più crescita: l’Italia delle 1000 quotate”, condotta da Stefano Caselli, Maria Chiara Merola e Marta Zava della SDA Bocconi School of Management. Lo studio combina dati dal 2015 al 2024 e utilizza un modello di sensitività per valutare l’impatto di un mercato più ampio su tre pilastri macroeconomici: crescita del PILgettito fiscale e tasso di disoccupazione.



