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4 Agosto 2026

El Niño ufficiale: probabilità elevata di un fenomeno molto intenso e impatti globali

La NOAA ha ufficializzato l'inizio di El Niño e segnala una probabilità del 63% che il fenomeno diventi molto forte; il riscaldamento delle acque del Pacifico può alterare piogge, siccità, uragani e influenzare la temperatura media globale

El Niño ufficiale: probabilità elevata di un fenomeno molto intenso e impatti globali

La NOAA ha dichiarato l’inizio di El Niño nel Pacifico tropicale: i valori delle temperature superficiali del mare e i segnali atmosferici indicano che oceano e atmosfera stanno agendo in modo coordinato. Gli esperti segnalano una probabilità del 63% che il fenomeno raggiunga un livello «molto forte», soglia che nella scala degli eventi risulta rara e con effetti marcati a livello globale. Questo annuncio arriva dopo mesi di monitoraggio e segue valutazioni internazionali che avevano già indicato un’alta probabilità di manifestazione entro l’anno.

Per comprendere le ricadute pratiche è utile ricordare che El Niño non è un evento locale limitato a poche decine di chilometri: il suo impatto si propaga attraverso complesse teleconnessioni atmosferiche, alterando la distribuzione delle piogge, le temperature e la circolazione delle tempeste su scale continentali. In presenza di un El Niño molto forte la probabilità di configurazioni climatiche estreme aumenta, soprattutto se sovrapposto al trend di riscaldamento globale.

Indicatori oceanici e atmosferici osservati

Negli ultimi mesi si sono osservati incrementi significativi delle temperature superficiali lungo il Pacifico equatoriale centrale e orientale, accompagnati da venti occidentali anomali e dall’indebolimento degli alisei. Questi elementi — insieme a una pressione atmosferica conforme a valori tipici di fase El Niño — costituiscono la base per definire la fase iniziale del fenomeno. Le manifestazioni includono anche un aumento dell’attività temporalesca sul Pacifico centrale e una riduzione dell’attività convettiva sull’Indonesia, segnali classici che indicano il cambiamento della circolazione atmosferica.

Soglia e definizione di “Super” o “molto forte”

La NOAA utilizza parametri termici per classificare l’intensità: un anomalia della temperatura superficiale del mare di circa 2,0 °C nell’area monitorata è ciò che porta a considerare l’evento come particolarmente intenso, spesso definito “super” in linguaggio tecnico. Queste occorrenze si verificano con meno frequenza rispetto agli episodi moderati e, quando si manifestano, tendono a provocare effetti più pronunciati e prolungati su molte regioni del globo.

Impatto climatico regionale e globale

Gli impatti di El Niño variano molto da area ad area. In regioni come l’Amazzonia, l’Indonesia e l’Australia si osservano spesso condizioni di siccitàmentre in altre aree, quali il sud degli Stati Uniti, alcune zone dell’Africa centrale e parti della Cina, si registra un aumento delle precipitazioni. L’India e il Brasile possono sperimentare temperature più elevate e una modificazione dei regimi monsonici, con effetti sull’agricoltura, ad esempio su coltivazioni sensibili come il riso. In termini di cicloni, l’attività nell’Atlantico tende a diminuire durante un potente El Niño, mentre nel Pacifico orientale e centrale la frequenza di tifoni e cicloni tropicali può aumentare.

Per quanto riguarda l’Europa e il bacino del Mediterraneo, l’influenza è meno diretta: El Niño agisce come un moltiplicatore di probabilità, non come un comando remoto. Ciò significa che può incrementare la probabilità di ondate di calore o di condizioni estreme quando si combina con il trend di riscaldamento globale. Gli studi e le simulazioni indicano quindi una concreta possibilità che stagioni calde — tra cui l’estate — registrino temperature superiori alla media in alcuni anni influenzati da un forte episodio di El Niño.

Ripercussioni sugli ecosistemi marini

Il riscaldamento delle acque modifica anche la distribuzione delle specie marine: molte specie tipiche di acque più fredde migrano verso nord o in acque più profonde, mentre specie termofile si spostano nelle aree precedentemente occupate da altre popolazioni. Questi spostamenti possono compromettere la produttività ittica, alterare catene alimentari e favorire eventi di fioriture algali nocive lungo alcune coste, con impatti economici e ambientali significativi.

L’annuncio della NOAA certifica l’avvio di una fase che richiederà attenzione nelle prossime stagioni meteorologiche: dai modelli previsionali emerge la possibilità di un intensificarsi del fenomeno verso l’autunno e l’inverno successivo, periodi in cui storicamente gli effetti per l’emisfero settentrionale si manifestano con maggiore forza. La combinazione tra un evento climatico naturale dominante e le condizioni di fondo determinate dal cambiamento climatico rende particolarmente importante il monitoraggio continuo degli indicatori oceanici e atmosferici.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.