Roberto Vannacci e Mario Monti si sono confrontati durante la seconda giornata del Forum Teha a Cernobbio, in un dibattito incentrato sul futuro dell’Unione Europea e sulla sovranità nazionale.
Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2026. Il confronto ha raccolto attorno al palco esponenti nazionali e internazionali, tra cui la presenza del presidente del Rassemblement National Jordan Bardella, e ha acceso accuse reciproche su temi costituzionali, identità nazionale e orientamento europeo.
Il confronto sul palco della Sala Impero
Il dibattito tra Vannacci, leader di Futuro Nazionale e Monti, senatore a vita, ha visto posizioni contrastanti sul modello di integrazione europea. Vannacci ha affermato: “Credo in un’Europa diversa. Non l’Europa che abbiamo adesso” e ha ribadito il proprio patriottismo, dichiarando che non si considera “un cavallo di Troia di nessuno, men che meno di Putin” secondo le sue affermazioni in sala.
Monti ha risposto contestando l’interpretazione storica dell’origine dell’Unione Europea proposta dall’avversario e ha accusato il programma politico di Vannacci di entrare in conflitto con la Costituzione italiana e con la carta dei diritti fondamentali dell’Unione; ha inoltre detto: “Amo troppo il mio paese per essere nazionalista” e ha espresso preoccupazioni sul rischio che l’attuazione di alcune proposte porti l’Italia fuori dall’Unione Europea e dall’euro.
Accuse, Costituzione e riferimenti storici
Durante il confronto Monti ha evocato il tema del fascismo nella critica alle proposte di Vannacci, definendo la retorica espressa sul palco in termini che ne evidenziano la forte divergenza rispetto ai principi costituzionali. Vannacci ha respinto aspre critiche esterne, giudicando “ridicole” le accuse relative a una presunta ricostituzione del Partito Fascista e sostenendo che il suo programma rispetta la Costituzione, richiamando inoltre il fatto che la Costituzione è stata modificata in varie occasioni dal 1948.
La segretaria del Pd Elly Schlein ha preso la parola fuori dal confronto ufficiale, criticando la deriva a destra che, a suo avviso, ha influenzato la politica nazionale e ha portato a problemi economici come la crescita ferma e l’aumento dei licenziamenti. Schlein ha invitato simbolicamente Vannacci a ricordare il passato evocando Dongo, come monito storico rispetto a nostalgie autoritarie.
Reazioni politiche e presenze internazionali
Al dibattito ha partecipato anche Jordan Bardella del Rassemblement National il cui intervento ha inserito il confronto in una cornice europea più ampia e ha accentuato il tema delle diverse sensibilità nazionali verso Bruxelles. Vannacci ha citato esempi di paesi che non si sono integrati completamente nell’Unione per sostenere la sua proposta di un’architettura europea basata su collaborazione invece che su imposizioni, portando esempi di Norvegia e Svizzera e riferimenti a trattati come Maastricht.
Monti ha contestato valutazioni storiche e giuridiche, sottolineando la necessità di rispettare i vincoli costituzionali e i diritti fondamentali sanciti a livello europeo, e ha dichiarato l’intenzione di contrastare retoriche che ritiene incompatibili con questi principi.
Il risiko bancario e le dichiarazioni di Federico Freni
Oltre alla discussione politica sul ruolo dell’Europa, la seconda giornata del Forum Teha ha ospitato interventi sul settore bancario. Il sottosegretario all’Economia Federico Freni ha commentato le operazioni in corso su Mps definendo l’Opas di Intesa in tandem con Unipol come un’operazione “strutturata, importante e intelligente” e le contromosse del Monte dei Paschi come azioni difensive e meno strutturate.
Freni ha aggiunto che il Ministero dell’Economia non ha influenzato l’andamento della banca e che la quota di Mps sarà dismessa “nel momento di maggiore convenienza per il Mef e, quindi, per i cittadini”, precisando un approccio di tutela degli interessi pubblici nelle operazioni di mercato.
Il confronto al Forum Teha ha così unito temi di sovranità, Costituzione ed europeismo con questioni economiche concrete, confermando la natura polifonica dell’evento e lasciando aperte le reazioni politiche e istituzionali ai contenuti emersi sul palco.



