Negli ultimi anni l’interesse per l’intelligenza artificiale ha spinto molte società di gestione a lanciare prodotti dedicati. Tra questi gli ETF AI rappresentano un modo semplice per ottenere esposizione a un intero ecosistema, senza dover acquistare singole azioni. Tuttavia, l’etichetta “AI” nasconde un mondo di differenze: dal tipo di aziende incluse ai criteri di ponderazione, fino a costi e rischi operativi.
Chi desidera inserire l’AI nel proprio portafoglio deve quindi andare oltre il nome del fondo e analizzare la definizione dell’indice di riferimento, la composizione del paniere e le spese di gestione. Solo così è possibile confrontare in maniera significativa le soluzioni offerte sul mercato europeo.
Che cosa è un ETF sull’intelligenza artificiale
Un ETF sull’intelligenza artificiale è un fondo negoziato in Borsa che replica un indice tematico dedicato alle imprese che traggono una parte rilevante del proprio fatturato dalle tecnologie AI. L’indice stabilisce regole precise su quali titoli includere, il peso che ciascuno deve assumere e le soglie minime di coinvolgimento economico. Non si acquista una singola tecnologia, ma un portafoglio diversificato che combina produttori di hardware, fornitori di servizi cloud e sviluppatori di software AI.
Come funziona la replica dell’indice
La maggior parte degli ETF AI utilizza una replica fisica, ossia acquista direttamente le azioni presenti nell’indice. Alcuni, invece, ricorrono a una replica sintetica basata su contratti derivati, riducendo la necessità di detenere tutti i titoli, ma introducendo un controparte creditizia. In entrambi i casi, il tracking error indica quanto il rendimento del fondo si discosta da quello dell’indice, mentre il TER (Total Expense Ratio) rappresenta la quota annua di costi operativi e di gestione.
Componenti tipiche dei fondi AI: chip, cloud e software
Gli indici AI solitamente suddividono le aziende in tre macro-segmenti: hardware (principalmente semiconduttori), infrastruttura cloud e software/applicazioni. Questa separazione è fondamentale per capire quale parte della filiera è più rappresentata nel paniere.
Fornitori di semiconduttori
Le unità di calcolo necessarie a far funzionare i modelli di machine learning sono costruite su chip specializzati. Aziende come NVIDIA o Advanced Micro Devices (AMD) offrono processori grafici e acceleratori dedicati, oltre a software di sviluppo. In un ETF AI, il peso di questi titoli varia notevolmente: alcuni fondi li inseriscono con forte incidenza, altri li limitano a una piccola percentuale.
Provider di servizi cloud
Il cloud computing consente a imprese di ogni dimensione di accedere a risorse di calcolo senza investire in data center propri. Giganti come Microsoft AzureAmazon Web Services o Google Cloud forniscono anche piattaforme AI pronte all’uso. Un fondo orientato all’infrastruttura può includere queste società anche se la loro attività principale non è esclusivamente l’AI, a patto che offrano strumenti di sviluppo o servizi di inferenza.
Software e applicazioni AI
Il livello più “visibile” per l’utente finale è rappresentato dal software dotato di capacità intelligenti: assistenti vocali, sistemi di analisi predittiva, soluzioni di automazione dei processi. Qui troviamo aziende come AdobeSalesforce e IBM le quali monetizzano le funzioni AI sia tramite licenze che abbonamenti. Per valutare l’effettiva esposizione, è importante distinguere se il ricavo deriva da vendite di licenze, da consumi di capacità cloud o da servizi a valore aggiunto.
Confrontare i principali ETF AI europei
Una volta compresi i segmenti, la scelta del prodotto passa all’analisi di costi, dimensione e liquidità. Di seguito un campione di ETF UCITS attivi sul tema, con i relativi ISIN e TER (dati aggiornati a settembre 2026):
- Franklin AI, Metaverse and Blockchain UCITS ETF – ISIN IE000IM4K4K2 – TER 0,30 % (include AI, metaverso e blockchain).
- Xtrackers Artificial Intelligence & Big Data UCITS ETF 1C – ISIN IE00BGV5VN51 – TER 0,35 % (AI, big data e temi correlati).
- iShares AI Infrastructure UCITS ETF (Acc) – ISIN IE000X59ZHE2 – TER 0,35 % (infrastruttura AI).
- Invesco Artificial Intelligence Enablers UCITS ETF (Acc) – ISIN IE000LGWDNE5 – TER 0,35 % (tecnologie e servizi abilitanti).
Il TER è solo una parte della spesa totale: è necessario aggiungere le commissioni del broker, lo spread denaro-lettera e, per gli investitori non euro-residenti, l’eventuale costo di conversione valutaria. Inoltre, la liquidità del fondo dipende sia dal volume medio giornaliero di scambio sulla borsa di quotazione sia dalla facilità di replicare le attività sottostanti. Fondi con un patrimonio gestito più ampio tendono a presentare spread più contenuti, ma non garantiscono performance superiori.
Infine, è consigliabile verificare la sovrapposizione con le posizioni già detenute. Un ETF AI che aumenta il peso di società già presenti in un fondo globale può introdurre concentrazione non desiderata, mentre un prodotto più diversificato a livello geografico e settoriale diluisce il rischio di un unico ciclo di mercato. La valutazione finale dovrebbe quindi combinare: rilevanza dell’AI nel modello di business, ampiezza della filiera rappresentata, costo netto e liquidità, oltre al grado di sovrapposizione con il portafoglio esistente.



