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27 Settembre 2026

Finanza separa caso Ranucci da affari offshore di LavitoLA

LavitoLA coinvolto in indagini su carbon credit, terre rare e conti offshore, mentre la Finanza separa i fatti dall’attentato a Ranucci.

Finanza separa caso Ranucci da affari offshore di LavitoLA

Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza e dal Nucleo investigativo dei Carabinieri hanno ampliato il loro raggio d’azione nei confronti di Valter LavitoLA, imprenditore al centro di una vicenda penale che ha avuto come epicentro l’attentato alla vita di Sigfrido Ranucci. Le autorità finanziare hanno deciso di separare l’analisi dei presunti affari illeciti dal caso dell’esplosione, concentrandosi su due filoni principali: il mercato dei carbon credit e le attività legate alle terre rare. La strategia prevede una ricostruzione dettagliata della “galassia” di conti e società offshore, con l’obiettivo di far emergere eventuali collegamenti con soggetti italiani ed esteri.

Carbon credit e conti offshore: il focus della Finanza

Il carbon credit è stato indicato come uno dei temi ricorrenti nelle conversazioni tra LavitoLA e il giornalista Sigfrido Ranucci. Le autorità hanno recuperato documentazione fiscale fornita dall’ex compagna di LavitoLA, Natalia Potenza, che ha consegnato atti e dichiarazioni utili a tracciare i flussi di denaro verso conti offshore. LavitoLA risulta formalmente nullatenente, ma le indagini hanno individuato una rete di società di comodo, sia in Italia che in paesi come il Camerun e lo Zimbabwe, dove sarebbero stati gestiti i progetti di carbon credit. La Finanza sta ora ricostruendo i collegamenti tra queste entità per verificare se siano stati usati come schermi per riciclare fondi.

Documenti fiscali e analisi dei flussi

Grazie alle informazioni fornite da Potenza, i periti finanziari hanno potuto incrociare i dati dei conti correnti italiani ed esteri con le dichiarazioni dei redditi dei soggetti coinvolti. I risultati preliminari indicano che somme per un ammontare milionario sono state movimentate attraverso holding offshore, molte delle quali registrate in giurisdizioni a bassa trasparenza. Il rapporto della Procura, firmato dal pubblico ministero Edoardo De Santis, ha affidato al Nucleo di Polizia Valutaria il compito di esaminare in profondità queste strutture, includendo la verifica di eventuali prestanome e la ricerca di pagamenti anomali legati a operazioni di carbon credit.

Investimenti in terre rare: dall’Africa all’Europa

Un altro nodo dell’indagine riguarda gli investimenti di LavitoLA nel settore delle terre rare materie prime cruciali per la transizione energetica. Le autorità hanno scoperto piani di sviluppo in paesi africani quali Mali, Senegal, Camerun e Zimbabwe. In particolare, il progetto di Chiredzi, nello Zimbabwe sud-est, prevedeva l’estrazione di minerali per batterie, ma è stato interrotto dopo il fallimento di un accordo con un socio locale, Benjamin Chimutengo, che ha espresso dubbi sulla provenienza dei fondi. Dopo il blocco di quel progetto, LavitoLA ha trasferito gli interessi verso il Camerun, dove il suo braccio destro, Clesio Gomes Tavares, risulta ancora latitante.

Rete di società africane e possibili irregolarità

Le indagini hanno identificato una serie di società di partecipazione in Mali e Senegal, tutte controllate indirettamente da LavitoLA tramite prestanome. Gli investigatori stanno valutando se queste entità possano aver servito a nascondere operazioni di riciclaggio o a finanziare attività illecite, tra cui l’attentato di ottobre. La presenza di queste società, unite alle dichiarazioni di Potenza, suggerisce un’organizzazione complessa, capace di gestire investimenti sia legittimi che potenzialmente illeciti, sfruttando la scarsa normativa di alcuni Stati africani.

Legami con Sigfrido Ranucci: chiaro distacco o influenza reciproca?

Sigfrido Ranucci, ex conduttore di Report, ha più volte sostenuto che le puntate del programma non fossero condizionate da LavitoLA, citando il codice etico della Rai. Tuttavia, le intercettazioni telefoniche recuperate durante la perquisizione del 4 luglio mostrano conversazioni prolungate tra Ranucci e LavitoLA, anche su temi di investimento. Un giornalista di Report, Daniele Autieri, ha contattato LavitoLA su Signal la stessa notte, chiedendo informazioni su un possibile incontro. Questi scambi, sebbene non provino un diretto coinvolgimento nella dinamica dell’attentato, sono al centro delle ipotesi di collegamento finanziario che la Procura intende approfondire.

Il prossimo passo delle autorità sarà la convocazione di Ranucci per un nuovo interrogatorio, in cui si cercherà di chiarire la natura delle sue relazioni economiche con LavitoLA e di verificare se vi siano stati scambi di denaro o favori che possano aver influito sul contenuto delle inchieste giornalistiche. Nel frattempo, l’analisi dei dispositivi sequestrati a LavitoLA, dei messaggi cancellati e della corrispondenza elettronica continua a fornire nuovi spunti per comprendere l’intera trama finanziaria.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.