Nel panorama economico globale, due tendenze apparentemente distanti stanno guadagnando slancio: da un lato l’crescita vertiginosa degli investimenti in intelligenza artificiale dall’altro il rinnovato interesse per i conti deposito grazie a rendimenti più appetitosi. Entrambe le dinamiche riflettono come le istituzioni finanziarie e le imprese stiano cercando di bilanciare innovazione tecnologica e sicurezza patrimoniale.
Capex degli hyperscaler: 600 miliardi di dollari destinati all’IA entro il 2026
Secondo le previsioni di Goldman Sachs Research, gli investimenti globali in intelligenza artificiale supereranno i 1.000 miliardi di dollari entro la fine del 2026, con un totale accumulato dal 2022 pari a circa 1.800 miliardi. La quota più consistente di questa cifra è rappresentata dalla spesa in capex dei cinque giganti del cloud – Amazon, Microsoft, Alphabet, Meta e Oracle – i cosiddetti “Big 5”. Si stima che questi player investiranno intorno ai 600 miliardi di dollari nel 2026, un aumento del 36 % rispetto al 2025, destinando circa il 75 % dei fondi alle infrastrutture di data centre. Alcune analisi più aggressive arrivano a prevedere cifre comprese tra 775 e 800 miliardi per il gruppo, mentre McKinsey indica un capex globale per i data centre di 6.700 miliardi entro il 2030, con il 70 % legato direttamente all’AI.
Rendimento dei conti deposito in Italia: fino al 3,90% per vincoli pluriennali
Parallelamente, le recenti decisioni della Banca Centrale Europea hanno spinto le banche italiane a rialzare i tassi offerti sui conti deposito. I prodotti più remunerativi sono quelli vincolati a lungo termine: per un periodo di cinque anni il tasso lordo massimo supera il 3,90 %, mentre per scadenze di un anno le migliori offerte si aggirano attorno al 3,50 %. Anche le soluzioni svincolate non restano indietro, con rendimenti che possono arrivare fino al 3 % lordo, pur mantenendo una maggiore flessibilità sull’uso del capitale. L’incremento dei tassi, pari a 30 punti base per i vincoli a 12 mesi e oltre 50 punti base per le scadenze a cinque anni, è strettamente legato alla politica monetaria più restrittiva della BCE.
Italia in testa alla media europea per i depositi a medio-lungo termine
Secondo le statistiche Eurostat dell’estate 2026, l’Italia registra un tasso medio lordo annuo dei depositi vincolati superiore alla media dell’Unione europea (2,84 % contro 2,57 %). Solo la Lituania supera l’Italia con un rendimento medio del 3,34 %; la nazione si piazza al quarto posto, davanti a paesi come Germania e Francia, che restano sotto la media europea. Tale vantaggio è più evidente per i prodotti con vincolo superiore ai due anni, dove la differenza tra i vari sistemi bancari diventa più marcata.
È importante distinguere però i conti correnti tradizionali, che rimangono poco remunerativi (rendimento medio dello 0,19 % in Italia, contro lo 0,28 % a livello europeo). Alcune banche propongono offerte promozionali fino al 4 % lordo annuo, ma solitamente queste condizioni sono limitate a periodi brevi o a requisiti specifici, come l’accredito dello stipendio o l’apertura di nuovi prodotti.
Confronto di strategie: innovazione tecnologica vs sicurezza patrimoniale
Da un lato, le enormi spese di capex dei Big 5 testimoniano la fiducia nel futuro dell’AI come motore di crescita economica. Dall’altro, i rendimenti più alti dei conti deposito evidenziano una domanda di strumenti finanziari stabili, soprattutto in un contesto di inflazione persistente. Risulta quindi evidente che investitori istituzionali e privati stanno diversificando le proprie strategie: le imprese puntano a lungo termine sull’intelligenza artificiale, mentre i risparmiatori privati sfruttano le opportunità offerte dai tassi d’interesse più favorevoli per preservare e far crescere il capitale in modo più conservativo.
Mentre i giganti della tecnologia trasformano l’infrastruttura globale per l’AI, le banche italiane rilanciano i conti deposito, offrendo ai risparmiatori un’alternativa più redditizia rispetto a pochi anni fa.



