Il mercato delle criptovalute ha vissuto una giornata di forte turbolenza il 15 settembre, con i principali ETF spot su Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH) che hanno registrato deflussi record. La pressione è arrivata subito dopo che il CLARITY Act non è riuscito a ottenere il quorum necessario al Senato degli Stati Uniti, facendo scendere i prezzi e spingendo gli investitori a ritirare capitali.
Deflussi massicci negli ETF su Bitcoin ed Ethereum
Gli ETF su Bitcoin hanno perso complessivamente 450,33 milioni di dollari, il valore più negativo dal 25 giugno. Il giorno precedente, i flussi in uscita si erano avvicinati ai 463 milioni, il picco più alto da inizio luglio, dopo tre settimane di intensi afflussi. Parallelamente, gli ETF su Ethereum hanno subito un deflusso di 141,47 milioni di dollari, il più alto dal 30 gennaio, superando il precedente record intermedio di 136,4 milioni registrato il 19 marzo. I volumi di scambio hanno confermato il trend: i prodotti su Bitcoin hanno annunciato un turnover di 4,35 miliardi di dollari, ben oltre la media mensile di 2,74 miliardi, mentre gli scambi su Ethereum sono più che doppi rispetto alla loro media di base.
Performance settimanale e impatto sul mese
Nonostante la drammatica perdita giornaliera, entrambi i gruppi di ETF sono rimasti in territorio positivo per il mese di settembre. I fondi su Bitcoin hanno chiuso con un guadagno netto di 17,1 milioni di dollari, mentre quelli su Ethereum hanno registrato un profitto di 307,4 milioni. La resilienza mensile dimostra che le uscite concentrate non sono state sufficienti a cancellare i guadagni accumulati nelle settimane precedenti.
XRP subisce il peggior ribasso tra i token principali
Nel frattempo, XRP è sceso di quasi il 10%, toccando il livello di 1,30 dollari nelle prime ore di mercato asiatico. Il crollo è avvenuto subito dopo il voto procedurale al Senato, bloccato a 49 contro 50, ben al di sotto dei 60 voti richiesti per aprire la discussione sul CLARITY Act. Il token ha così registrato la peggiore performance tra le criptovalute a più alta capitalizzazione, seguita da Ethereum (-5%), Solana (-5%) e Dogecoin (-5%). Anche Bitcoin non è rimasto immune, scivolando del 3% sopra i 76.000 dollari.
Reazioni delle società legate alle crypto
Le azioni delle imprese del settore hanno subito cali più marcati dei token stessi. Coinbase è scesa di quasi il 9%, Circle ha perso oltre il 9%, mentre Galaxy Digital e Gemini hanno registrato cali rispettivi dell’8% e del 7%. Anche le società di mining come Bullish e Riot Platforms hanno visto un ribasso del 5%, dimostrando come la notizia abbia colpito l’intero ecosistema, non solo gli asset digitali.
Zcash emerge come unico positivo della settimana
Tra tutti i prodotti analizzati, il ETF spot su Zcash (ZEC) ha registrato l’afflusso più consistente della settimana, con 98,2 milioni di dollari netti, posizionandosi al primo posto tra i quattordici ETF esaminati. Lanciato alla fine di agosto, il fondo ha già chiuso quattro settimane consecutive in positivo, totalizzando 271 milioni di dollari di asset gestiti, con un aumento del 40,5% rispetto alla settimana precedente, raggiungendo i 914,5 milioni di dollari. Il volume complessivo di scambi ha toccato gli 11,42 miliardi di dollari, pari al 32,5% del turnover totale degli ETF spot crypto.
Il quadro settimanale dei flussi di capitale
Il riepilogo settimanale mostra che, oltre a Zcash, solo gli ETF su Solana (SOL) hanno registrato afflussi, pari a 1,35 milioni di dollari. Altri fondi su altcoin come Tron (TRX), Dogecoin (DOGE) e Hedera (HBAR) hanno aggiunto piccoli capitali inferiori a 500.000 dollari ciascuno. In totale, gli undici fondi su altcoin hanno chiuso la giornata con un deflusso netto di 1,66 milioni di dollari, gestendo complessivamente 3,55 miliardi di dollari. Nonostante le oscillazioni, la settimana si è conclusa con un saldo complessivo di 6,2 milioni di dollari, il valore più basso registrato negli ultimi 141 cicli di scambio.



