Il mercato delle criptovalute vive un momento di transizione: mentre gli ETF su Bitcoin riacquistano slancio, gli ETF su Ethereum registrano un calo continuo. Parallelamente, le discussioni su stablecoin regolamentate e sulle sfide di privacy e rischio quantistico si intensificano.
ETF Bitcoin registrano un afflusso netto di 119 milioni di dollari
Martedì i fondi quotati su Bitcoin hanno riportato ingressi per circa 119 milioni di dollari nonostante il prezzo della moneta digitale si mantenga sotto la soglia di 84 000 $. Gli analisti interpretano questi dati come un segnale di fiducia da parte degli investitori istituzionali, che continuano a cercare rifugio in un asset percepito più stabile rispetto alle recenti turbolenze del mercato, dove le liquidazioni hanno superato i 547 milioni di dollari dopo il rally del petrolio.
ETF Ethereum subiscono deflussi per 408 milioni di dollari
Al contempo, gli ETF legati a Ethereum hanno evidenziato sei giorni consecutivi di deflussi, accumulando un totale di 408 milioni di dollari in uscita. La notizia è stata amplificata dalle previsioni secondo cui Bitmine uno dei maggiori possessori di ETH, potrebbe terminare il proprio programma di accumulo una volta raggiunto il 5 % dell’offerta totale, riducendo così la pressione di acquisto costante sull’asset.
Stablecoin: tokenizzazione e coinvolgimento di autorità centrali
Il segmento delle stablecoin avanza verso casi d’uso transfrontalieri. Polygon ha annunciato una partnership con la rete TRON per consentire trasferimenti di USDT direttamente tra le due piattaforme, eliminando la necessità di wallet esterni o bridge intermedi. Questa interoperabilità punta a semplificare i pagamenti internazionali per le imprese, riducendo tempi e costi.
Nel frattempo, la banca centrale del Kazakhstan ha avviato una collaborazione con Tether per esplorare una stablecoin ancorata alla moneta locale e per sperimentare la tokenizzazione di asset reali. Il coinvolgimento di un’autorità monetaria indica un crescente interesse istituzionale verso infrastrutture basate su blockchain.
Privacy on-chain, intelligenza artificiale e vulnerabilità quantistiche
La diffusione istituzionale incide sulla privacy on-chain ricercatori sostengono che l’intelligenza artificiale rende sempre più agevole collegare indirizzi di wallet a identità reali, mentre la natura immutabile della blockchain impedisce la cancellazione di dati sensibili. Un esempio è Zcash dove circa il 29 % dei token emessi è custodito in pool “shielded”, ovvero transazioni criptate che nascondono importi e destinatari.
Parallelamente, Europol ha avvertito della necessità di una migrazione verso schemi crittografici “post-quantum”. Il timore principale riguarda le chiavi private le quali, se non adeguatamente protette, potrebbero diventare vulnerabili a futuri attacchi basati su computer quantistici, minacciando la sicurezza dei fondi custoditi su blockchain.
Gli attori di mercato dovranno bilanciare opportunità di crescita con una crescente attenzione alla sicurezza a lungo termine.



