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4 Novembre 2026

Indennità per licenziamento nelle piccole imprese arriva a 14 mensilità

La Corte Costituzionale alza il massimo dell’indennizzo per licenziati nelle piccole imprese, passando da 6 a 14 mensilità

Indennità per licenziamento nelle piccole imprese arriva a 14 mensilità

Il tetto di 6 mensilità per i licenziati di aziende con meno di quindici dipendenti è stato abolito dalla sentenza n. 174 della Corte Costituzionale, depositata il 22 ottobre 2026. Fino a pochi giorni fa, anche i lavoratori con decenni di fedeltà potevano ricevere al più sei mensilità di indennizzo, indipendentemente dalla durata del rapporto di lavoro.

Con la nuova pronuncia, per tutti coloro assunti prima del 7 marzo 2015 – data di entrata in vigore del Jobs Act – il rimborso può ora arrivare fino a 14 mensilità, con un salto che ridefinisce i rischi e le tutele nel mondo delle piccole imprese.

Fine del tetto di sei mensilità: la sentenza n. 174 del 22 ottobre 2026

La decisione, formalizzata nella data sopra indicata, elimina la norma che fissava un massimo di sei mensilità per il licenziamento illegittimo nelle imprese con meno di quindici dipendenti. La Corte ha ritenuto incostituzionale la disposizione dell’art. 8 della legge n. 604/1966, nella sua parte che limitava l’indennizzo a quel valore fisso.

Origini del limite di sei mensilità e il Jobs Act

Il limite nasceva dal D.Lgs. 4 marzo 2015, il cosiddetto Jobs Act, che aveva introdotto un sistema di tutele crescenti differenziate per dimensione aziendale. Per le piccole imprese, però, il tetto è rimasto immutabile, ignorando l’anzianità dei dipendenti. Un operaio con venti anni di servizio in una bottega artigiana era trattato al pari di un neoassunto, generando una forte incongruenza tra diritto e realtà.

Chi beneficia della nuova disciplina

La sentenza si applica a due categorie ben precise:

  • Imprese: tutte le realtà con meno di 15 dipendenti, comunemente indicate come piccole imprese.
  • Lavoratori: esclusivamente coloro assunti prima del 7 marzo 2015, data di entrata in vigore del Jobs Act. Chi è stato assunto dopo tale data resta soggetto alle regole previste dal nuovo regime, che prevedono altre modalità di calcolo.

Per i dipendenti ricadenti nel campo d’applicazione, l’indennizzo non è più vincolato al tetto fisso, ma si adegua alla loro anzianità di servizio.

Calcolo dell’indennità in base all’anzianità

La Corte ha fissato i valori massimi così:

  • Oltre 10 anni di anzianità: indennizzo fino a 10 mensilità;
  • Oltre 20 anni di anzianità: indennizzo fino a 14 mensilità.

Per le fasce intermedie (tra 10 e 20 anni) il meccanismo di graduazione non è ancora stato dettagliato dalla giurisprudenza applicativa; spetterà ai giudici del lavoro definire il valore preciso caso per caso.

Implicazioni pratiche per imprese e lavoratori

Per i dipendenti tutelati, la sentenza rappresenta una protezione concreta: il risarcimento non è più “schiacciato” da un limite artificiale, ma tiene conto della reale storia professionale. Un lavoratore con 22 anni di servizio, licenziato senza giusta causa, potrà ora ottenere fino a 14 mensilità, rispetto alle sole sei previste fino a poco tempo fa.

Le piccole imprese, d’altro canto, devono fare i conti con un potenziale aumento dei costi in caso di licenziamento giudicato illegittimo. Il rischio di dover pagare fino a 14 mensilità, soprattutto per i dipendenti più anziani, può influire sulle decisioni di gestione del personale e spingere verso forme alternative di risoluzione, come l’outplacement o la riqualificazione.

Effetti sul mercato del lavoro

L’introduzione di un tetto più alto rende l’intervento della Corte Costituzionale un vero deterrente contro licenziamenti scorrette. Inoltre, la possibilità di una maggiore indennità rafforza la posizione contrattuale dei sindacati, che vedono nella sentenza uno strumento per negoziare soluzioni più conservatrici del rapporto di lavoro.

La sentenza n. 174 chiude definitivamente il percorso avviato dal giudice costituzionale con le pronunce n. 118 del 2025 e n. 131 del 17 luglio 2026, confermando l’incostituzionalità del precedente tetto e garantendo una tutela più equa per i dipendenti delle piccole imprese.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.