Il settore immobiliare alberghiero italiano sta vivendo una fase di espansione senza precedenti. Secondo i dati presentati durante l’Hospitality Forum 2026 organizzato da Castello SGR e Scenari Immobiliari il mercato ha raggiunto volumi di investimento record nel 2026, con una crescita del 27% rispetto all’anno precedente. Questo trend positivo si è ulteriormente consolidato nel primo semestre del 2026, con attività di investimento stimate intorno a 1,25 miliardi di euro.
Il comparto alberghiero non è l’unico a beneficiare di questa ripresa. Anche a livello europeo, il settore ha mostrato segnali di rafforzamento, con investimenti che hanno toccato quota 24,4 miliardi di euro nel 2026, segnando un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. A livello globale, il comparto alberghiero ha sfiorato i 65 miliardi di euro, confermando il ruolo sempre più centrale dell’hospitality tra le principali asset class del real estate internazionale.
Il mercato italiano in crescita
In Italia, gli investimenti continuano a concentrarsi sui segmenti a maggiore valore aggiunto. Nel 2026, le operazioni hanno riguardato 70 strutture, prevalentemente alberghi a quattro e cinque stelle, con circa 5.250 camere coinvolte. Questo dato dimostra la crescente centralità dei prodotti immobiliari di fascia medio-alta e lusso.
“Il settore immobiliare alberghiero ha ormai superato definitivamente la fase di recupero post-pandemico, entrando in un nuovo ciclo di sviluppo più maturo e strutturato”, afferma Francesca Zirnstein Direttore Generale di Scenari Immobiliari. “In questo contesto, l’Italia si distingue per un mercato sempre più orientato alla qualità e alla valorizzazione degli asset, con un valore patrimoniale complessivamente superiore ai 140 miliardi di euro, in crescita del 7% rispetto al livello raggiunto nel 2026.”
Le destinazioni più attrattive
Le principali destinazioni turistiche italiane continuano ad attrarre investimenti significativi. Milano, Bologna, Firenze, la Costiera Amalfitana, il Garda e la Riviera ligure sono solo alcune delle località che offrono buone opportunità a investitori istituzionali, proprietari-operatori e private equity. Questi territori registrano livelli di occupancy strutturalmente prossimi all’80%, un indicatore positivo per il futuro del settore.
Le prospettive future
Il comparto continua a beneficiare di un rafforzamento delle metriche operative, con presenze e tassi di occupazione in crescita. In particolare, il segmento lusso si conferma trainante, supportato da una pipeline di nuove aperture e progetti di riqualificazione.
“Per gli investitori, il segmento dell’hospitality si conferma uno dei più interessanti all’interno del mercato del real estate in Italia”, commenta Giampiero Schiavo Amministratore Delegato e Direttore Generale di Castello SGR. “Occorre lavorare per potenziare l’offerta di servizi premium dedicati alla clientela più esigente, ma anche continuare a riqualificare e integrare il patrimonio infrastrutturale esistente.”
Le attività di compravendita restano dinamiche, con oltre 90 transazioni e quasi 8.300 camere coinvolte tra il 2026 e i primi mesi del 2026. Accanto alle destinazioni consolidate, cresce l’interesse verso località leisure e città secondarie con elevato potenziale di sviluppo.
In aumento anche il fatturato immobiliare alberghiero, che nel 2026 ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro, segnando un incremento di circa il 12% rispetto all’anno precedente. Questo trend positivo è sostenuto dall’attività di private equity, proprietari-operatori e investitori istituzionali, con particolare focus su operazioni di valorizzazione e riposizionamento degli asset.



