Il consorzio Cse costituito interamente da banche, ha definito un piano triennale 2025-2027 che prevede la spesa di 110 milioni di euro esclusivamente per progetti di Innovazione digitale. L’annuncio è stato reso pubblico dal suo amministratore delegato, Vittorio Lombardi, in prossimità del forum di Napoli, che si terrà il 16 e 17 ottobre per analizzare le trasformazioni in corso nel settore finanziario.
Questa iniziativa nasce in un contesto definito di “cambiamento continuo”, dove il consorzio deve garantire la continuità operativa a una platea di 12 milioni di clienti gestendo ogni giorno 30 milioni di operazioni che comprendono pagamenti, incassi e movimenti su 8 milioni di conti correnti. Inoltre, Cse custodisce 1,2 milioni di dossier titoli ovvero l’insieme di azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari affidati alle banche o agli intermediari.
Espansione della base clienti e ingresso di AMCO
Oltre a servire le banche, Cse fornisce soluzioni a più di 200 clienti di diversa natura, tra cui Società di Intermediazione Mobiliare (SIM) istituti di pagamento e gestori di fondi (SGR). Recentemente, il consorzio ha aggiunto alla propria composizione AMCO l’entità statale responsabile della gestione dei crediti deteriorati. Si prevede, inoltre, che AMCO assumerà in futuro la riscossione dei tributi degli enti locali, una volta completata la normativa di riferimento.
Nel panorama digitale, Cse conta già 5 milioni di utenti attivi sui propri canali online, grazie a soluzioni proprietarie e applicazioni mobili pensate per semplificare l’interazione con il cliente finale. Questa presenza digitale è considerata un asset strategico per sostenere la crescente domanda di servizi fintech.
Cybersecurity, antiriciclaggio e la sfida dell’euro digitale
Le autorità di vigilanza, tra cui la Banca Centrale Europea e la Banca d’Italia, hanno segnalato una crescita delle minacce informatiche e delle esigenze di antiriciclaggio. Lombardi ha dichiarato che il consorzio sta intensificando gli investimenti in cybersicurezza e nella resilienza dei sistemi per garantire che le infrastrutture possano continuare a operare o ripristinarsi rapidamente in caso di incidenti.
L’avvento dell’euro digitale rappresenta un ulteriore punto di svolta. Il nuovo strumento è percepito come un “leviero” per ridurre la dipendenza da pochi attori multinazionali nei pagamenti, ma comporta anche sfide importanti in termini di sicurezza delle transazioni. Lombardi ha sottolineato che il cloud dovrà essere utilizzato con cautela per evitare una dipendenza strategica, mentre le discussioni a livello europeo continuano a cercare un equilibrio sui costi e sulle responsabilità tra industria finanziaria e autorità.



