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8 Ottobre 2026

Mercati in crisi: FTSE MIB sotto i 50.000, spread bond alle stelle

Borsa di Milano scivola sotto i 50mila punti, spinta da bond, spread e petrolio in forte rialzo.

Mercati in crisi: FTSE MIB sotto i 50.000, spread bond alle stelle

Le contrattazioni di questa giornata hanno visto i mercati europei soffocare sotto una serie di fattori negativi: i rendimenti dei titoli di Stato in rapida crescita, il petrolio Brent oltre i 100 dollari al barile e le incertezze geopolitiche in Medio Oriente. Queste pressioni hanno spinto la Borsa di Milano a chiudere a 49.972 punti cadendo per la prima volta sotto i 50.000 da inizio giugno.

Pressioni sui rendimenti dei titoli di Stato

Il rendimento dei titoli US Treasury a 10 anni ha raggiunto il 5,36%, il livello più alto dal 2002, mentre quello a 30 anni si è attestato al 5,72%, livello mai toccato dagli ultimi 24 anni. In Europa, il rendimento del BTP decennale è salito al 4,69%, spingendo lo spread BTP-Bund a 115-120 punti, il valore più elevato da aprile 2025. Questi valori riflettono timori legati al debito sovrano e alla possibilità che le banche centrali alzino i tassi più rapidamente del previsto.

Spread BTP-Bund al livello più alto da aprile 2025

Lo spread tra i titoli italiani e tedeschi ha oscillato tra 115 e 120 punti nella chiusura, a fronte di un’apertura a 109 punti. L’impennata è dovuta alla combinazione di inflazione più alta delle attese e alla mancanza di chiarezza sulla fine delle tensioni nello Stretto di Hormuz, dove i ribelli Houthi hanno intensificato gli attacchi contro le infrastrutture saudite.

Il declino del FTSE MIB e le azioni più colpite

Il FTSE MIB ha registrato una perdita del 2,51%, con denaro che ha abbandonato i titoli del settore bancario e tecnologico. Le banche UniCredit e Intesa Sanpaolo hanno chiuso rispettivamente con -4,7% e -4,0%, mentre il comparto tech ha subito cali notevoli: Technoprobe -7,6%, STMicroelectronics -4,1% e Prysmian -4,7%.

Aziende che hanno resistito

Alcune società hanno mostrato resilienza. Inwit è cresciuta del 1,9% e Stellantis ha guadagnato l’1,4%, grazie anche al supporto dei prezzi energetici. Tra gli energetici, ENI ha registrato un leggero +0,4% e Saipem +0,1%, alimentati dall’aumento dei prezzi del petrolio.

Energia, valute e prospettive internazionali

Il Brent di dicembre è salito a 101,9 dollari al barile (+1,3%) e il WTI di novembre a 89,8 dollari (+0,4%). L’euro ha ceduto terreno, chiudendo a 1,1190 dollari, mentre il dollaro/yen è sceso a 158,09. L’AIE ha annunciato la disponibilità a immagazzinare ulteriori riserve petrolifere se necessario, in risposta alle recenti interruzioni nello Stretto di Hormuz.

Nel frattempo, gli operatori attendono il verbale della riunione della Federal Reserve di settembre, dove si è discusso del primo rialzo dei tassi dall’inizio del 2023. Le previsioni del mercato indicano un aumento dei tassi entro dicembre con una probabilità dell’86% secondo il CME FedWatch.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.