Le criptovalute stanno diventando sempre più centrali nelle strategie della criminalità economica tanto da essere collocate al terzo posto tra le priorità del Regno Unito nella lotta a questi fenomeni. Questo posizionamento riflette l’uso sempre più sofisticato di questi strumenti finanziari da parte dei criminali per eludere i controlli e spostare valore illecito su larga scala.
Il Centro Nazionale per i Reati Economici (NECC) parte della National Crime Agency ha pubblicato un rapporto annuale che evidenzia come le criptovalute siano diventate un veicolo preferenziale per il riciclaggio di denaro. Questo documento, redatto in collaborazione con la Financial Conduct Authority il Ministero dell’Interno britannico e il Tesoro orienta gli sforzi di controllo richiesti alle società regolamentate, comprese banche e piattaforme di scambio di criptovalute.
Le priorità del NECC e l’uso innovativo delle criptovalute
Secondo il rapporto, i criminali stanno facendo un uso innovativo dei prodotti in criptovalute per eludere i controlli. Le reti di riciclaggio sono in espansione oltre i confini nazionali, combinando metodi nuovi e tradizionali e facendo transitare denaro contemporaneamente attraverso i circuiti legali e quelli illegali. Molti gruppi della criminalità organizzata non riciclano più direttamente i propri proventi, ma affidano il compito a reti specializzate dietro pagamento di una commissione.
L’agenzia ha dichiarato di voler sviluppare una capacità sulle criptovalute più proattiva e basata sull’intelligence per rispondere alle priorità trasversali individuate. Questo approccio segnala l’intenzione di passare dalla semplice gestione delle segnalazioni ricevute alla generazione autonoma di obiettivi investigativi. Tuttavia, il rapporto non fornisce dettagli operativi su come questo cambiamento verrà attuato in pratica.
Operazioni concrete e risultati ottenuti
Tra i risultati concreti citati nel documento c’è l’Operazione Destabilise un’indagine avviata nel 2022 contro reti russofone dedite alla conversione di contante di provenienza criminale in criptovalute. L’operazione ha portato finora a 129 arresti e al sequestro di oltre 25 milioni di sterline tra contanti e criptoattività nel Regno Unito. L’NECC ha annunciato l’intenzione di ampliare questo approccio anche ad altre reti di riciclaggio ad alto impatto ritenute le più pericolose per la sicurezza finanziaria del Paese.
Il rapporto cita inoltre l’Operazione Atlantic uno sprint investigativo di una settimana condotto presso il quartier generale della National Crime Agency a Londra in collaborazione con il Secret Service statunitense e con le principali piattaforme di scambio CoinbaseBinanceKraken e l’emittente della stablecoin Tether. L’operazione, condotta a marzo, ha permesso di identificare 20mila vittime di truffe di tipo approval phishing e di congelare 12 milioni di dollari, oltre a disattivare più di 120 domini web utilizzati per le frodi.
Strumenti di privacy e criptovalute
Il documento dell’NECC affronta infine il tema degli strumenti di privacy legati alle criptovalute. Un documento del Royal United Services Institute (RUSI) realizzato a seguito di una tavola rotonda promossa dallo stesso NECC, si è espresso contro un divieto generalizzato di questi strumenti. Secondo il rapporto, una messa al bando spingerebbe gli attori illeciti verso servizi non regolamentati, riducendo di fatto il numero di aziende a cui gli investigatori possono chiedere informazioni.



