Il bilancio consolidato 2025 del gruppo Comune di Milano ha mostrato una crescita netta di oltre 2 miliardi di euro, spostando il patrimonio netto da 10 a 12,2 miliardi. Il dato riflette gli investimenti nella metropolitana M4, nella flotta di veicoli dell’ATM, nei nuovi padiglioni Foody e nella riqualificazione di 520 alloggi popolari gestiti da MM. Parallelamente, il numero di dipendenti è salito a 47 940, un aumento del 9,3 % rispetto al 2021, grazie soprattutto agli organici di ATM, A2A, SEA e MM.
Milano: un gruppo pubblico che genera valore economico
Secondo le cifre dell’assessore al bilancio, Emmanuel Conte, il risultato operativo ha toccato i 388 milioni contro i 210 milioni del 2022, mentre il risultato d’esercizio prima delle imposte è salito a 630 milioni. Questi numeri dimostrano che la gestione comunale non si limita alla sola funzione amministrativa, ma partecipa attivamente alla vita economica della città, creando posti di lavoro e finanziando progetti di abitazione e infrastrutture energetiche.
Politica monetaria italiana: prospettive di nuovo rialzo dei tassi
Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha avvertito che l’Europa dovrà trattenere i propri risparmi per fronteggiare l’ondata di rialzi dei tassi d’interesse. Il rialzo sarebbe necessario per mantenere la stabilità dei prezzi, soprattutto dopo lo shock energetico scatenato dal conflitto nel Golfo Persico. L’Italia, grazie a una disciplina di bilancio che ha ridotto il deficit dal 9 % al 3 % del Pil, è meglio posizionata per assorbire l’impatto di tassi più alti, ma il rischio resta elevato per paesi con debiti più consistenti.
Inflazione e pressioni sul mercato del lavoro
L’inflazione al consumo nell’area euro è pari al 3,8 %, spinta dal caro energia, e si prevede che rimarrà sopra il 2 % per diversi trimestri. L’aumento dei tassi, se confermato, penalizzerà le famiglie a basso reddito, ma la Banca centrale ha ribadito che la priorità è preservare il valore reale del risparmio e contenere una spirale prezzo-salario.
Strategia europea per l’autonomia spaziale
Le restrizioni imposte da Elon Musk sui terminali militari ucraini di Starlink hanno riacceso il dibattito sull’indipendenza tecnologica dell’Unione europea. L’ESA, attraverso il progetto IRIS², punta a lanciare una costellazione di 348 satelliti entro il 2030, con un investimento complessivo di circa 15,6 miliardi di euro, di cui 11,6 miliardi provenienti da fondi UE. Questo programma vuole garantire comunicazioni sicure a governi, imprese e cittadini, riducendo la dipendenza da fornitori statunitensi.
Tempi e risorse necessarie
Secondo il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, lo sviluppo di una capacità autonoma nello spazio richiederebbe circa 10 anni e 10 miliardi di euro per coprire il lancio, l’attracco a stazioni orbitali e il ritorno degli astronauti. Nel frattempo, la costellazione OneWeb, gestita da Eutelsat, è l’unica rete europea già operativa in orbita bassa, ma il suo volume è ancora molto inferiore a quello di Starlink.
Il futuro dell’indipendenza spaziale europea dipenderà dalle decisioni dei 23 Stati membri dell’ESA, che dovranno confrontarsi al vertice di Roma previsto per dicembre. Una scelta più decisa potrebbe trasformare l’Europa da “cliente” di servizi satellitari a “fornitore” di proprie soluzioni, consolidando ulteriormente la sua sovranità digitale.



