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24 Agosto 2026

Rendimenti dei TBond al 5,3%: cosa sta succedendo nei mercati finanziari

I rendimenti dei TBond raggiungono il 5,3%, il livello più alto dal 2007, mentre i mercati tecnologici mostrano segni di debolezza

Rendimenti dei TBond al 5,3%: cosa sta succedendo nei mercati finanziari

I mercati finanziari stanno vivendo una fase di forte turbolenza, con i rendimenti dei TBond che toccano livelli record. Il Treasury trentennale americano ha raggiunto il 5,3% il valore più alto dal 2007, segnando un momento di grande preoccupazione per gli investitori. Questo aumento dei rendimenti riflette una maggiore avversione al rischio e una richiesta di compensi più elevati per finanziare il debito a lungo termine.

Il fenomeno non è circoscritto agli Stati Uniti, ma ha coinvolto anche i principali mercati obbligazionari europei e giapponesi. In Europa, i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi, francesi, britannici e italiani hanno registrato aumenti significativi, mentre in Giappone il decennale si è avvicinato al 3% una soglia non raggiunta dalla metà degli anni Novanta. Questi movimenti indicano una crescente percezione di rischio nel prestare denaro per lunghi periodi.

Le cause del rialzo dei rendimenti dei TBond

La tensione in Medio Oriente è uno dei principali fattori che stanno influenzando i mercati. La scadenza del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e l’assenza di nuovi colloqui hanno riacceso i timori per la sicurezza delle rotte energetiche del Golfo. Un recente episodio ha visto un cargo battente bandiera liberiana colpito al largo dell’Oman, aumentando la tensione su un passaggio cruciale per gli approvvigionamenti mondiali di petrolio.

Attraverso lo Stretto di Hormuz transita circa un quinto del petrolio consumato nel mondo. Il timore di un’interruzione dei traffici ha spinto le quotazioni del Brent a 91,36 dollari al barile e del Wti a 85 dollari al barile. Anche il gas europeo sul Ttf di Amsterdam ha registrato un aumento, raggiungendo 64,1 euro per megawattora.

Il rincaro dell’energia arriva in un momento delicato per l’economia americana, con dati che mostrano una perdita di slancio del mercato del lavoro e un’inflazione in leggero calo. La Federal Reserve potrebbe avere qualche ragione per non aumentare ulteriormente i tassi, ma un prolungato rialzo del petrolio e del gas potrebbe rendere più difficile la scelta della banca centrale.

L’impatto degli investimenti nell’AI sui mercati

La guerra in Medio Oriente non spiega tutto. Sul mercato sta arrivando una quantità crescente di nuovo debito. Il governo americano deve finanziare un disavanzo elevato, mentre le grandi aziende tecnologiche raccolgono capitali per sostenere gli investimenti nell’intelligenza artificiale. Centri dati, semiconduttori, impianti elettrici e capacità di calcolo richiedono somme enormi, che non possono essere coperte soltanto con le risorse disponibili nei bilanci aziendali.

I titoli emessi dalle società tecnologiche finiscono così per contendersi gli stessi capitali cercati dagli Stati. Per attirare gli investitori, entrambi devono offrire rendimenti più generosi. L’intelligenza artificiale, considerata uno dei principali motori della crescita futura, produce quindi già oggi un effetto meno visibile: contribuisce ad aumentare il costo del denaro per il resto dell’economia.

Questa pressione si è trasferita alle Borse. A wall street, il Nasdaq ha perso l’1,33%, lo Standard & Poor’s 500 lo 0,69% e il Dow Jones lo 0,22%. I titoli tecnologici sono stati i più colpiti, con aziende come NvidiaBroadcom e Micron Technologies che hanno registrato cali significativi. In Europa, lo Stoxx 600 ha ceduto lo 0,43% e Piazza Affari ha chiuso in calo dell’1,06%. In forte calo anche i semiconduttori e le società legate alle infrastrutture tecnologiche.

Le conseguenze per l’Italia

Il nuovo aumento del petrolio riapre la questione dei carburanti in Italia. In autostrada, il prezzo del gasolio ha nuovamente raggiunto i 2,173 euro al litro tornando ai livelli toccati il 4 agosto, giorno in cui il governo decise di prorogare fino al 25 agosto il taglio straordinario delle accise di 17 centesimi al litro sul diesel. La benzina, esclusa dal provvedimento, ha superato sia sulla rete ordinaria che in autostrada i valori antecedenti al varo dello sconto fiscale.

Con il Brent nuovamente sopra i 90 dollari, torna il problema di come contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese. Il governo italiano si trova di fronte a una sfida complessa, cercando di bilanciare la necessità di sostenere l’economia con quella di mantenere sotto controllo il deficit.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.