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3 Ottobre 2026

Strategie per un portafoglio misto: azioni, bond e alternativo

Scopri le chiavi per un portafoglio equilibrato, dal 60/40 ai fondi senza soglia minima e alla scala di obbligazioni italiane.

Strategie per un portafoglio misto: azioni, bond e alternativo

Negli ultimi mesi la raccolta di risparmio gestito ha mostrato un calo di interesse per i fondi bilanciati con afflussi annui di appena 1,6 miliardi di euro, i più bassi tra i comparti aperti. Nonostante ciò, l’aumento della volatilità azionaria e la crescita dei rendimenti obbligazionari rendono nuovamente attraente l’idea di un portafoglio che unisca equity e reddito fisso, mitigando le oscillazioni dei mercati.

Per gli investitori a medio rischio, i comparti denominati moderati offrono una suddivisione tipica 60% azioni, 40% bond, oppure una distribuzione più tradizionale 50/50. In questo contesto, gli esperti suggeriscono di valutare una leggera riduzione dell’esposizione a credito di qualità inferiore e una diminuzione della duration dei titoli di Stato, per limitare l’impatto di ulteriori rialzi dei tassi.

Composizione consigliata per fondi bilanciati moderati

Una struttura frequente prevede circa il 50% di capitale in azioni globali 30% in obbligazioni (con una parte di liquidità intorno al 3%) e il restante 20% in asset alternativi quali oro, materie prime, real estate e, in misura più contenuta, private equity. Gli analisti puntano su USA ed emergenti per l’azionario, grazie a utili in crescita trainati da tecnologia e intelligenza artificiale, mentre preferiscono titoli governativi per la componente obbligazionaria, considerati più stabili in caso di rallentamento economico.

Esempi di fondi con performance eccellente

Tra i primi dieci fondi moderati al 2026, la media dei rendimenti è del 15,6% annuo, con picchi del 21% su base annuale e del 45% su tre anni, a costi medi dell’1,25% annuo. Franklin Templeton, ad esempio, registra +22,6% con il comparto “Em. Mkts Dynamic Income” e +18,3% con “Global Value and Income”. Il gestore assegna 55% a mercati azionari globali, 35% a obligazioni e 10% a strategie liquide alternative, con un focus su titoli governativi europei ritenuti sottovalutati rispetto alle previsioni di rialzo dei tassi della BCE.

Investire con piccole somme: la proposta di Satispay

Per chi dispone di risorse limitate – ad esempio 30-50 euro al mese – la tradizionale soglia di ingresso dei fondi è un ostacolo. Una soluzione emergente è rappresentata da piattaforme che offrono fondi senza importo minimo, come la nuova offerta sviluppata con Invesco. Sono disponibili tre prodotti: un fondo obbligazionario a basso rischio, un bilanciato a medio rischio e un fondo azionario globale più aggressivo, tutti costruiti su ETF e con commissioni annue che variano dallo 0,90% allo 1,02%.

La struttura consente di avviare un piano di accumulo automatico giornaliero, settimanale o mensile, eliminando le commissioni di attivazione, di acquisto o di vendita. Il costante versamento riduce l’impatto delle decisioni emotive e permette di comprare più quote quando i prezzi sono bassi, benché non aumenti il rendimento atteso rispetto a un investimento immediato in un mercato in crescita.

Come combinare i tre fondi per un portafoglio completo

Un approccio pratico prevede di destinare il 40% del capitale al fondo obbligazionario, il 35% a quello bilanciato e il 25% al fondo azionario globale, adeguando le percentuali al proprio orizzonte temporale. In questo modo si ottiene una diversificazione immediata, con esposizione a titoli di Stato, azioni di aziende leader e una piccola quota di asset alternativi inclusi negli ETF sottostanti.

Scaletta di BTP e BOT: gestire il rischio di reinvestimento

Un’altra tecnica per ridurre la vulnerabilità legata ai tassi è il bond laddering. Consiste nell’acquistare titoli di Stato italiani (BOT a breve termine e BTP a medio-lungo) con scadenze scaglionate, per esempio 1, 2, 3, 4 e 5 anni. Quando il titolo più vicino matura, il capitale viene reinvestito nella scadenza più lunga, mantenendo la struttura a “gradini” e garantendo liquidità annuale.

Questo metodo limita il rischio di reinvestimento se i tassi scendono, solo la frazione reinvestita subisce la perdita di rendimento, mentre il resto rimane ancorato a scadenze con tassi più alti. Un esempio pratico con 10.000 euro prevede cinque tranche da 2.000 euro ciascuna, distribuite su BOT 12 mesi (rendimento 3,21% lordo) e BTP a 2-5 anni con rendimenti compresi tra 3,58% e 4,02% al netto delle imposte, dati rilevati a fine settembre 2026.

Integrare la scaletta di BTP all’interno di un portafoglio bilanciato consente di avere una componente di reddito fisso a basso rischio, che può bilanciare la volatilità delle quote azionarie e dei fondi alternativi, creando un profilo di rischio più stabile per l’investitore medio.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.