Negli ultimi mesi la raccolta di risparmio gestito ha mostrato un calo di interesse per i fondi bilanciati con afflussi annui di appena 1,6 miliardi di euro, i più bassi tra i comparti aperti. Nonostante ciò, l’aumento della volatilità azionaria e la crescita dei rendimenti obbligazionari rendono nuovamente attraente l’idea di un portafoglio che unisca equity e reddito fisso, mitigando le oscillazioni dei mercati.
Per gli investitori a medio rischio, i comparti denominati moderati offrono una suddivisione tipica 60% azioni, 40% bond, oppure una distribuzione più tradizionale 50/50. In questo contesto, gli esperti suggeriscono di valutare una leggera riduzione dell’esposizione a credito di qualità inferiore e una diminuzione della duration dei titoli di Stato, per limitare l’impatto di ulteriori rialzi dei tassi.
Composizione consigliata per fondi bilanciati moderati
Una struttura frequente prevede circa il 50% di capitale in azioni globali 30% in obbligazioni (con una parte di liquidità intorno al 3%) e il restante 20% in asset alternativi quali oro, materie prime, real estate e, in misura più contenuta, private equity. Gli analisti puntano su USA ed emergenti per l’azionario, grazie a utili in crescita trainati da tecnologia e intelligenza artificiale, mentre preferiscono titoli governativi per la componente obbligazionaria, considerati più stabili in caso di rallentamento economico.
Esempi di fondi con performance eccellente
Tra i primi dieci fondi moderati al 2026, la media dei rendimenti è del 15,6% annuo, con picchi del 21% su base annuale e del 45% su tre anni, a costi medi dell’1,25% annuo. Franklin Templeton, ad esempio, registra +22,6% con il comparto “Em. Mkts Dynamic Income” e +18,3% con “Global Value and Income”. Il gestore assegna 55% a mercati azionari globali, 35% a obligazioni e 10% a strategie liquide alternative, con un focus su titoli governativi europei ritenuti sottovalutati rispetto alle previsioni di rialzo dei tassi della BCE.
Investire con piccole somme: la proposta di Satispay
Per chi dispone di risorse limitate – ad esempio 30-50 euro al mese – la tradizionale soglia di ingresso dei fondi è un ostacolo. Una soluzione emergente è rappresentata da piattaforme che offrono fondi senza importo minimo, come la nuova offerta sviluppata con Invesco. Sono disponibili tre prodotti: un fondo obbligazionario a basso rischio, un bilanciato a medio rischio e un fondo azionario globale più aggressivo, tutti costruiti su ETF e con commissioni annue che variano dallo 0,90% allo 1,02%.
La struttura consente di avviare un piano di accumulo automatico giornaliero, settimanale o mensile, eliminando le commissioni di attivazione, di acquisto o di vendita. Il costante versamento riduce l’impatto delle decisioni emotive e permette di comprare più quote quando i prezzi sono bassi, benché non aumenti il rendimento atteso rispetto a un investimento immediato in un mercato in crescita.
Come combinare i tre fondi per un portafoglio completo
Un approccio pratico prevede di destinare il 40% del capitale al fondo obbligazionario, il 35% a quello bilanciato e il 25% al fondo azionario globale, adeguando le percentuali al proprio orizzonte temporale. In questo modo si ottiene una diversificazione immediata, con esposizione a titoli di Stato, azioni di aziende leader e una piccola quota di asset alternativi inclusi negli ETF sottostanti.
Scaletta di BTP e BOT: gestire il rischio di reinvestimento
Un’altra tecnica per ridurre la vulnerabilità legata ai tassi è il bond laddering. Consiste nell’acquistare titoli di Stato italiani (BOT a breve termine e BTP a medio-lungo) con scadenze scaglionate, per esempio 1, 2, 3, 4 e 5 anni. Quando il titolo più vicino matura, il capitale viene reinvestito nella scadenza più lunga, mantenendo la struttura a “gradini” e garantendo liquidità annuale.
Questo metodo limita il rischio di reinvestimento se i tassi scendono, solo la frazione reinvestita subisce la perdita di rendimento, mentre il resto rimane ancorato a scadenze con tassi più alti. Un esempio pratico con 10.000 euro prevede cinque tranche da 2.000 euro ciascuna, distribuite su BOT 12 mesi (rendimento 3,21% lordo) e BTP a 2-5 anni con rendimenti compresi tra 3,58% e 4,02% al netto delle imposte, dati rilevati a fine settembre 2026.
Integrare la scaletta di BTP all’interno di un portafoglio bilanciato consente di avere una componente di reddito fisso a basso rischio, che può bilanciare la volatilità delle quote azionarie e dei fondi alternativi, creando un profilo di rischio più stabile per l’investitore medio.



