Il Global Real Estate Transparency Index (GRETI) 2026, elaborato da JLL, ha valutato 88 paesi e territori, collocando l’Italia nella fascia “Transparent” con un punteggio di 2,08. Questo risultato segna un miglioramento di cinque punti base rispetto alla rilevazione del 2024, superando la media globale di quattro punti. La classifica si basa su criteri quali la disponibilità di dati, la digitalizzazione dei registri e la chiarezza delle informazioni energetiche.
Crescita della trasparenza e impatto sui volumi di investimento
Nei mercati più trasparenti i volumi di transazione sono aumentati del 64% negli ultimi due anni, con i 13 paesi definiti “Highly Transparent” che hanno registrato una crescita superiore di 20 punti percentuali rispetto al resto del mondo. Questi mercati ora detengono il 56% del patrimonio immobiliare a reddito globale e più dell’80% degli investimenti diretti. In Italia, l’accesso a dati più completi ha favorito un incremento del 34% degli investimenti immobiliare nel primo semestre 2026, raggiungendo 7,8 miliardi di euro.
Settori alternativi: dati, digitalizzazione e nuove opportunità
La maggiore disponibilità di informazioni sta aprendo la porta a asset non tradizionali. Nel primo semestre 2026, gli acquisti di terreni destinati a data center hanno superato gli 800 milioni di euro, mentre gli investimenti nel student housing (PBSA) hanno toccato i 250 milioni, con un balzo del 139% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questi numeri riflettono l’effetto di una normativa più chiara e di standard di reporting uniformi, che rendono più agevole la valutazione di rischi e rendimenti per gli investitori specializzati.
Digitalizzazione dei registri e ruolo dell’intelligenza artificiale
Due terzi dei paesi analizzati hanno migliorato la loro competitività grazie alla digitalizzazione dei registri immobiliari e dei servizi di pianificazione urbanistica. In Italia, la semplificazione dei processi amministrativi riduce tempi di esecuzione e costi di compliance. Inoltre, oltre il 90% degli investitori utilizza già intelligenza artificiale per analizzare i dati di mercato, migliorare le previsioni di valore e ottimizzare la gestione del portafoglio.
Capitale estero e ruolo del private wealth
Nel 2025, gli investitori stranieri hanno rappresentato il 63% del totale investito in Italia, pari a 7,9 miliardi di euro, portando il Paese al sesto posto globale per flussi di investimento cross-border. Parallelamente, la quota di private wealth è passata dal 2% del totale nel 2020 al 22% nel primo semestre 2026, totalizzando 1,7 miliardi di euro. Questa base più ampia di investitori richiede reporting finanziario chiaro e frequente nonché criteri ESG e di efficienza energetica sempre più rigorosi, in linea con le direttive EPBD e CSRD europee.
Proseguire su questa strada, standardizzando le informazioni e potenziando la digitalizzazione, sarà determinante per consolidare la posizione dell’Italia nei prossimi anni.



