17 mar 2026, 2:45 p.m.
Il Vietnam ha posto in moto una strategia per trasformare il proprio mercato delle criptovalute, introducendo un programma pilota per piattaforme di scambio gestite localmente. Questa iniziativa nasce con l’obiettivo di regolare un settore in rapida crescita e di ridurre la quantità di operazioni svolte su exchange esteri, che finora hanno operato con scarsissima supervisione formale.
La decisione del governo, formalizzata con una risoluzione a febbraio, è seguita da un documento del Ministero delle Finanze datato 12 marzo che indica i primi esiti della selezione: cinque società hanno superato la prima fase di valutazione e sono candidate a ottenere le licenze per avviare gli scambi di asset digitali a livello nazionale.
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Chi sono i candidati e cosa prevede la selezione
Tra i soggetti che hanno passato il primo filtro figurano affiliati di tre banche private—Techcombank, VPBank e LPBank—insieme a VIX Securities e al conglomerato Sun Group. La presenza di istituti bancari e grandi gruppi industriali segnala l’intenzione delle autorità di garantire solidità operativa e controlli più rigorosi rispetto a quanto avvenuto finora.
Struttura del programma pilota
La risoluzione governativa prevede un programma pilota che potrebbe vedere il lancio operativo già a marzo, con criteri tecnici, requisiti di capitale e standard di compliance per le piattaforme selezionate. L’obiettivo è testare un modello che permetta di monitorare i flussi di criptovalute, migliorare la trasparenza e ridurre i rischi sistemici legati all’uso diffuso di stablecoin e altri asset digitali.
Motivazioni e preoccupazioni delle autorità
Le autorità vietnamite sono preoccupate per l’intenso uso di criptovalute e stablecoin, perché questi strumenti possono erodere il controllo sui flussi di capitale e complicare la gestione macroeconomica. Il Vietnam mantiene limiti sui trasferimenti transfrontalieri e, per molte famiglie, le opzioni di risparmio restano limitate a oro e immobili, fattori che hanno contribuito a distorsioni nei mercati locali.
Elementi di rischio evidenziati
Secondo le autorità, l’ampio ricorso a strumenti digitali ha alimentato fenomeni speculativi: i prezzi dell’oro sono rimasti sopra la media globale e il settore immobiliare ha vissuto ondate di speculazione. La preoccupazione principale è che senza regole chiare il sistema finanziario nazionale possa subire ulteriori pressioni sui capitali e sulla stabilità.
Impatto sul mercato e prospettive per gli investitori
Lo sviluppo normativo potrebbe rimodellare profondamente il panorama delle criptovalute in Vietnam. Un rapporto di Chainalysis colloca il paese al quarto posto nell’Indice Globale di Adozione delle Criptovalute, segnalando trasferimenti stimati in 200 miliardi di dollari nell’anno fino a giugno 2026. Regole locali più stringenti e la migrazione verso exchange nazionali potrebbero aumentare la tutela degli utenti e la tracciabilità delle transazioni.
Per gli investitori, la nuova cornice normativa rappresenta sia opportunità sia incertezze: da un lato, piattaforme licenziate potrebbero offrire maggiore sicurezza e affidabilità; dall’altro, restrizioni sul trading estero potrebbero limitare l’accesso a alcuni servizi o a liquidità internazionale. Le imprese coinvolte dovranno dimostrare capacità tecnologiche, governance e compliance per ottenere e mantenere le autorizzazioni.
Verso una regolamentazione ufficiale e scenari futuri
Il Vietnam ha già compiuto un passo legislativo importante approvando una legge che riconosce ufficialmente gli asset digitali e le criptovalute all’inizio dello scorso anno, delineando un quadro generale per la loro gestione e promuovendo l’innovazione. Il programma pilota attuale è la fase successiva per tradurre quel quadro in regole operative concrete, con l’intento di limitare il trading non regolamentato su piattaforme straniere e potenziare il controllo sui flussi monetari.
In conclusione, la selezione di cinque candidati e l’avvio del progetto pilota segnano l’inizio di una possibile transizione verso un mercato delle criptovalute più regolamentato e integrato nel sistema finanziario nazionale. Resta da vedere come le politiche di licensing e le misure di compliance influenzeranno l’adozione, la liquidità e il comportamento degli investitori nel medio termine.
