Negli ultimi anni, la rapida evoluzione del settore fintech e l’aumento delle transazioni in criptovalute hanno reso evidente la necessità di un sistema di monitoraggio e prevenzione contro le frodi finanziarie.
Questo contesto ha messo in luce l’importanza della figura del whistleblower, ovvero colui che, avendo accesso a informazioni riservate nel proprio ambito lavorativo, decide di segnalare attività illecite alle autorità competenti.
In Italia, il quadro normativo è stato oggetto di importanti sviluppi, con l’introduzione di leggi che puntano a tutelare i segnalanti da possibili ritorsioni e discriminazioni. Questo è un aspetto fondamentale per garantire un ambiente di lavoro trasparente e responsabile.
Indice dei contenuti:
Il panorama normativo sul whistleblowing in Italia
La prima legge organica dedicata al whistleblowing in Italia è stata la Legge n. 179 del 30 novembre 2017. Questa normativa ha previsto tutele specifiche per i lavoratori del settore pubblico e privato che, venuti a conoscenza di illeciti, decidono di segnalarli. In particolare, la legge ha apportato modifiche significative all’articolo 54-bis del D.Lgs. 165/2001, garantendo una protezione più robusta per l’identità del whistleblower e imponendo il divieto di ritorsioni.
Successivamente, il D.Lgs. n. 24 del 10 marzo 2026 ha ulteriormente potenziato questo sistema di protezione, recependo la Direttiva (UE) 2019/1937. Questo decreto si applica sia al settore pubblico che a quello privato e stabilisce regole dettagliate per le segnalazioni, i canali di comunicazione e le misure di sostegno per i segnalanti.
Canali di segnalazione e autorità competenti
In Italia, i segnalanti possono utilizzare sia canali interni alle organizzazioni che canali esterni presso le autorità di vigilanza. Tra queste, l’Organismo degli Agenti e dei Mediatori (OAM) è un ente chiave per le segnalazioni riguardanti abusivismo finanziario e attività irregolari connesse alle criptovalute. La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) si occupa, invece, di segnalazioni relative a offerte pubbliche di prodotti finanziari non conformi e manipolazioni di mercato.
Infine, l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) ha il compito di analizzare operazioni sospette, compresi i movimenti di criptovalute potenzialmente legati a reati di riciclaggio o finanziamento al terrorismo.
Implicazioni del whistleblowing nel settore fintech
Nel contesto del fintech, il ruolo del whistleblower diventa ancora più cruciale, data la complessità delle operazioni e l’opacità di alcune strutture societarie. Le segnalazioni possono riguardare violazioni normative come l’abusivismo, la raccolta illecita di risparmi e le truffe legate alle criptovalute, come schemi Ponzi travestiti da investimenti digitali. Gli individui che possono assumere il ruolo di whistleblower includono dipendenti, collaboratori, consulenti e fornitori che abbiano accesso a informazioni rilevanti.
Responsabilità e diritti del segnalante
Il D.Lgs. n. 24/2026 stabilisce un sistema di protezione chiaro per i whistleblower. Viene proibita qualsiasi forma di ritorsione, che può manifestarsi in licenziamenti, demansionamenti o trattamenti discriminatori. Inoltre, è prevista un’inversione dell’onere della prova, imponendo al datore di lavoro di dimostrare che le misure adottate non sono collegate alla segnalazione.
È essenziale che i whistleblower agiscano in buona fede, segnalando solo situazioni che ritengono fondate e veritiere. Qualora una segnalazione risulti infondata, ma non sia stata effettuata con dolo, il segnalante non incorre in sanzioni.
Come segnalare una frode in criptovalute
Per segnalare efficacemente una frode relativa alle criptovalute, è importante raccogliere prove documentali e tecniche, come transazioni su blockchain e comunicazioni ingannevoli. La segnalazione deve essere corroborata da motivi ragionevoli per ritenere che i fatti segnalati siano veri, in linea con quanto previsto dalla normativa. Se i reati sono di maggiore gravità, come la truffa o il riciclaggio, può essere opportuno presentare anche una denuncia presso l’autorità giudiziaria.
In Italia, il quadro normativo è stato oggetto di importanti sviluppi, con l’introduzione di leggi che puntano a tutelare i segnalanti da possibili ritorsioni e discriminazioni. Questo è un aspetto fondamentale per garantire un ambiente di lavoro trasparente e responsabile.0