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26 Ottobre 2026

Raccolta record per i nuovi Btp Valore e cedole riviste

Il Tesoro ha concluso l'offerta dei nuovi Btp Valore raccogliendo oltre 16,6 miliardi e ha aumentato le cedole finali per mantenere l'equivalenza dei rendimenti.

Raccolta record per i nuovi Btp Valore e cedole riviste

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha portato a termine la doppia emissione dedicata al pubblico retail del Btp Valore e del Btp Valore Insieme, che ha raccolto complessivamente circa 16,622 miliardi di euro tramite oltre 560.000 sottoscrizioni. L’operazione, pensata per incentivare il risparmio delle famiglie italiane, ha messo a confronto due modalità di pagamenti degli interessi: una con cedole periodiche e l’altra con una cedola unica alla scadenza.

Per allineare l’offerta alle condizioni di mercato, il Mef ha deciso di ritoccare al rialzo i tassi cedolari annunciati in precedenza il 16 ottobre, così da garantire l’equivalenza del rendimento complessivo tra le due versioni del titolo e rendere più attrattiva l’emissione sul mercato primario.

Risultati numerici dell’emissione e struttura dei titoli

La chiusura del collocamento ha registrato un totale di 16,622 miliardi di euro sottoscritti in cinque giorni: il tradizionale Btp Valore ha raccolto circa 12,071 miliardi con 385.962 contratti, mentre il nuovo Btp Valore Insieme ha totalizzato circa 4,551 miliardi con 174.067 contratti. Entrambi i titoli condividono la stessa scadenza fissata al 27 ottobre 2031.

Modalità di pagamento delle cedole

Le due proposte si distinguono per la tempistica dei flussi: il Btp Valore distribuisce interessi con frequenza trimestrale, con cedole crescenti negli anni; il Btp Valore Insieme invece concentra il pagamento degli interessi in un’unica soluzione alla scadenza, quando sarà rimborsato anche il capitale. Questa differenza incide sulla liquidità dell’investitore e sulle possibili decisioni in caso di vendita anticipata sul mercato secondario.

Rialzo delle cedole: livelli definitivi e motivazioni

Per tenere conto dell’andamento dei tassi sul mercato secondario e preservare la competitività dei titoli, il Tesoro ha fissato i tassi cedolari definitivi per il Btp Valore a: 3,75% per il primo e secondo anno, 4,20% per il terzo e quarto anno e 4,75% per il quinto anno. Per il Btp Valore Insieme la cedola unica complessiva è stata portata al 22,70%, da corrispondere alla scadenza insieme al rimborso del capitale investito.

Questi aggiustamenti sono stati introdotti in risposta alla recente volatilità del mercato obbligazionario: nei giorni precedenti all’ultima giornata di collocamento i rendimenti di riferimento sono saliti, creando un contesto in cui mantenere i tassi iniziali avrebbe ridotto il premio rispetto ai titoli di pari durata già negoziati sul mercato. L’adeguamento garantisce quindi che l’offerta primaria resti coerente con i rendimenti richiesti dagli investitori.

Andamento giornaliero e consistenza delle sottoscrizioni

Nell’ultima giornata di collocamento, chiusa alle ore 13, sono stati raccolti circa 1,72 miliardi: il Btp Valore ha ricevuto sottoscrizioni per circa 1,217 miliardi attraverso 43.635 contratti, mentre il Valore Insieme ha totalizzato circa 504 milioni con 21.148 contratti. Complessivamente il numero di contratti supera i 560.000, un valore più alto rispetto alle emissioni più recenti ma inferiore ai picchi delle prime tranche storiche.

Per dare un ordine di grandezza, le precedenti emissioni del Btp Valore avevano visto raccolte variabili tra un minimo di circa 11,2 miliardi e un massimo oltre i 18,3 miliardi, con la nuova doppia offerta che si colloca nella parte alta di questa forchetta rispetto alle emissioni più recenti.

Implicazioni per gli investitori

La scelta tra i due strumenti non riguarda solo il livello dei tassi, ma anche il momento di incasso degli interessi. Chi privilegia flussi regolari potrebbe preferire il Btp Valore con cedole trimestrali; chi invece cerca una remunerazione concentrata alla scadenza potrebbe optare per il Valore Insieme. In entrambi i casi è essenziale valutare il rendimento complessivo, la tassazione applicabile e l’eventuale premio fedeltà previsto dalle condizioni del titolo.

Va ricordato che dopo il collocamento i titoli continueranno a essere scambiati sul mercato secondario. Se i prezzi di riferimento dovessero scendere e i rendimenti salire, chi dovesse vendere prima della scadenza può realizzare minusvalenze in conto capitale; mantenere il titolo fino al rimborso evita invece questo rischio di prezzo ma richiede permanenza dell’investimento fino al 27 ottobre 2031.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.