Nel panorama obbligazionario europeo i rendimenti dei titoli di Stato continuano a muoversi quasi a rilievo, in attesa dell’esito della riunione della federal reserve sulla politica dei tassi. Il costo di finanziamento del Bund decennale è fermo al 3,53%, mentre quello del Btp decennale si attesta al 4,39%, indicando una relativa quiete di mercato nonostante le incertezze macro-economiche.
Karin Kunrath chiude le posizioni su titoli non tedeschi e francesi
La Chief Investment Officer di Raiffeisen Capital Management, Karin Kunrath, ha dichiarato di aver smantellato tutte le esposizioni su titoli di Stato al di fuori della Germania e della Francia. Il ragionamento alla base di questa scelta è il “sottopeso” dei titoli statunitensi rispetto a quelli tedeschi e australiani. Per quanto riguarda gli obbligazioni francesi la gestora ha dovuto tollerare un leggero allargamento degli spread ma ritiene improbabile un ulteriore ampliamento significativo, nonostante le pressioni sul bilancio nazionale.
Motivazioni della scelta francese
Kunrath ha spiegato che, sebbene il debito pubblico francese presenti vulnerabilità, il mercato non ha ancora tradotto tali fragilità in un forte deterioramento dei prezzi. L’allargamento osservato è stato contenuto e, secondo l’analista, non vi sono segnali di un imminente deterioramento che possa giustificare un ulteriore spostamento degli spread creditizi.
Obbligazioni corporate high-yield in USA: spread resistenti
Contrariamente alle previsioni della gestione, gli spread delle obbligazioni corporate high-yield denominate in dollari sono risultati sorprendentemente stabili. Il quadro economico globale appare ancora favorevole, ma la gestione ritiene che questo non consenta di riportare gli spread ai livelli estremamente bassi del 2007. Eventi potenzialmente destabilizzanti come dazi commerciali, tensioni nello Stretto di Hormuz o variazioni dei prezzi dell’energia non hanno finora esercitato un impatto significativo sui prezzi di questi titoli.
Rischi di un eventuale repricing
Kunrath sottolinea che, pur mantenendo una posizione di attesa, la squadra di investimento resta vigile su possibili trigger che potrebbero riattivare un repricing degli spread, ma al momento non si registra alcun segnale di accelerazione.
Mercati emergenti: rendimenti e premi di rischio quasi invariati
Anche le obbligazioni dei mercati emergenti hanno mostrato scarse variazioni recenti sia nei rendimenti sia nei premi di rischio. Come per altri asset a spread, questi titoli sembrano reagire poco agli eventi macro-economici o geopolitici recenti, indicando una fase di consolidamento e di relativa indifferenza del mercato rispetto a fattori esterni.



