Il finanziamento a fondo perduto rappresenta una delle leve più potenti per chi vuole avviare o subentrare in una tabaccheria o per chi gestisce negozi, bar e ristoranti nella zona di Rimini. Tuttavia, la normativa è complessa e molte volte gli imprenditori confondono l’acquisto della licenza con quello dell’intera attività. In questo articolo vengono spiegati i meccanismi reali, le misure disponibili e le buone pratiche per non incorrere in errori costosi.
Acquistare una tabaccheria: cosa è realmente possibile comprare
Secondo la L. 1293/1957, art. 31, la rivendita di tabacchi non è un bene cedibile a titolo definitivo: la licenza è infatti concessa dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e può essere trasferita solo se l’amministrazione ne autorizza l’assegnazione al nuovo acquirente.
L’operazione di acquisto riguarda l’azienda commerciale (locale, arredi, macchinari e, se previsto, la scorta iniziale), non la licenza stessa. L’ADM può decidere di affidare la rivendita al nuovo proprietario, ma non è obbligata a farlo. Per tutelarsi, è consigliabile includere una condizione sospensiva nel rogito, vincolando il pagamento dell’avviamento al riconoscimento della licenza da parte dell’ADM.
Quali contributi a fondo perduto possono essere richiesti
Le due principali misure nazionali disponibili per chi acquista un’attività esistente sono Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord. Entrambe finanziano beni nuovi (arredi, attrezzature, lavori di adeguamento) ma escludono l’avviamento, la merce di consumo e gli arredi usati. I voucher coprono il 100 % fino a 40 000 € (Sud) o 30 000 € (Centro-Nord), mentre per spese di ristrutturazione la percentuale scende al 75 % (Sud) e 65 % (Centro-Nord). Sono inoltre previste soglie massime di 120 000 € – 200 000 € con contributi in percentuale più bassa.
Altre opportunità includono:
- ON – Nuove imprese a tasso zero: prestito a tasso zero fino al 90 % per società (fondo esaurito dal 01/07/2026).
- Nuova Sabatini: contributo sugli interessi per un prestito destinato a beni strumentali, minimo 20 000 €.
- Microcredito: finanziamento fino a 75 000 € (100 000 € per srl), senza esclusione di settore, utilizzabile anche per l’acquisto della merce.
Procedura di subentro e requisiti obbligatori
Il subentro richiede una serie di passaggi burocratici. Prima di firmare il preliminare, è fondamentale verificare presso l’ufficio dei Monopoli se la licenza è in esperimento (periodo di tre anni in cui non è possibile cambiare titolare) e quando è avvenuta l’ultima cessione. L’art. 19 della stessa legge stabilisce che la rivendita può essere affidata a un privato per un massimo di nove anni; oltre tale limite la licenza torna disponibile solo dopo due anni dalla fine dell’esperimento.
I requisiti di idoneità includono:
- cittadinanza UE o permesso di soggiorno valido;
- assenza di fallimento non cancellato;
- assenza di condanne per reati legati al contrabbando o alla gestione di attività commerciali;
- grado di incompatibilità con altre attività commerciali o dipendenze da lavoro dipendente continuativo.
Inoltre, entro sei mesi dall’assegnazione è obbligatorio conseguire l’idoneità professionale mediante corsi convenzionati da ADM e dalle associazioni di categoria.
Il bando regionale Emilia-Romagna per negozi, bar e ristoranti del Riminese
Parallelamente alle misure nazionali, il programma FESR 2021-2027 ha destinato 10 milioni di euro alla regione Emilia-Romagna per sostenere attività di vicinato, locali polifunzionali e pubblici esercizi. Sono state ammesse 324 proposte su 354 domande, con un valore complessivo degli investimenti di 29,5 milioni di euro (media ~91 000 € per progetto).
Il contributo a fondo perduto copre il 40 % delle spese ammissibili, con possibilità di arrivare al 50 % per progetti premiati. Il plafond massimo per singola iniziativa è di 50 000 €, mentre l’investimento minimo richiesto è di 20 000 € per i negozi di vicinato e di 30 000 € per bar, ristoranti e locali da ballo.
Come preparare la domanda e massimizzare la quota
Per aumentare le probabilità di ottenere la quota più alta, è consigliabile puntare su:
- progetti che coniughino riqualificazione degli spazi e innovazione gestionale (58 % delle domande ammesse);
- investimenti in tecnologie digitali, sistemi di pagamento contactless e soluzioni green, che consentono di superare la soglia standard del 40 %;
- una dettagliata rendicontazione dei costi, distinguendo chiaramente tra spese per arredi, lavori edili e software gestionali.
Le domande vengono ora sottoposte a verifica amministrativa; le erogazioni avranno luogo finché il fondo non si esaurirà e i lavori dovranno essere completati entro il 30 giugno 2027, salvo eventuali proroghe.



