Il 3 novembre 2026, il Palazzo Widmann di Bolzano ha ospitato il Forum delle dirigenti e dei dirigenti, un appuntamento istituzionale promosso dalla Provincia in collaborazione con l'Università per Stranieri di Perugia (UPI) della regione Emilia-Romagna. L'evento ha riunito rappresentanti della Pubblica Amministrazione provinciale, accademici, e magistrati della Corte dei conti, con l'obiettivo di approfondire il legame tra autonomia, responsabilità amministrativa e la tutela delle risorse pubbliche.
Le direttrici della riforma dello Statuto di autonomia
Nel corso della giornata, è stato analizzato il percorso di implementazione della riforma dello Statuto di autonomia, con particolare attenzione alla autonomia finanziaria delle Province autonome. Il presidente Arno Kompatscher ha ricordato che l'autonomia non è solo un insieme di competenze, ma una responsabilità quotidiana che richiede decisioni trasparenti e orientate all'efficienza. A sostegno di questo ragionamento, il direttore generale Alexander Steiner ha evidenziato che la buona amministrazione si costruisce tramite competenza, capacità decisionale e il coraggio di assumersi responsabilità, nel rispetto dei principi di legalità e trasparenza.
Impatto sugli equilibri di bilancio provinciali
Un elemento cruciale è stato l'analisi dei dati di bilancio: tra il 2022 e il 2024, le Province autonome del Nord hanno registrato un incremento del gettito tributario del 25%, passando da 16,9 a 21,1 miliardi di euro. Questo aumento è stato più marcato rispetto al 10,8% osservato nelle Regioni a statuto ordinario, generando così una pressione sul mantenimento della sostenibilità finanziaria. Le discussioni hanno sottolineato come questi nuovi fondi debbano essere convertiti in valore per la collettività e non semplicemente in spese a breve termine.
Il ruolo della Corte dei conti nella supervisione delle autonomie
La presenza di più consiglieri della Corte dei conti ha garantito una prospettiva giudiziale sul nuovo assetto di controllo. Tiziano Tessaro ha introdotto il sistema di controlli sulla finanza territoriale, illustrando i meccanismi di verifica preventiva e post-controllo. Simone Pajno, docente dell'Università di Sassari, ha approfondito i poteri sostitutivi attribuiti alle Province in virtù della riforma, evidenziando come questi possano intervenire qualora le amministrazioni non rispettino i criteri di buona gestione.
Funzioni consultive e giudiziarie
Stefania Petrucci ha illustrato i compiti consultivi della magistratura contabile, mentre Francesco Sucameli ha spiegato il giudizio di parificazione dei rendiconti, strumento di armonizzazione tra le diverse realtà provinciali. Il professor Guido Rivosecchi, esperto di diritto costituzionale, ha collegato l'autonomia speciale alla necessità di tutela delle risorse pubbliche mediante controlli sia interni che esterni, evidenziando le sinergie tra Corte dei conti e autorità di vigilanza regionale.
Prospettive operative e sfide emergenti
Le conclusioni sono state affidate a Daria de Pretis, vicepresidente emerita della Corte costituzionale, che ha sottolineato l'importanza di una cultura dell'efficienza radicata a tutti i livelli dell'amministrazione. Tra le questioni pratiche emerse, sono stati citati i ritardi nella programmazione di grandi progetti, come il polo ospedaliero di Trento, i cui 400 milioni di euro previsti per il 2024 sono stati posticipati a causa di lentezze procedurali. Allo stesso modo, la riattivazione del collegamento aereo Trieste-Linate è stata sostenuta da un finanziamento pubblico di 2,2 milioni di euro per sette mesi, dimostrando come le decisioni di spesa debbano bilanciare esigenze di emergenza e sostenibilità a lungo termine.
Il forum ha confermato che la nuova autonomia finanziaria delle Province autonome rappresenta una sfida complessa: è necessario trasformare le maggiori entrate in investimenti strutturati, garantire un controllo rigoroso delle risorse e promuovere una cultura amministrativa orientata alla trasparenza. Il dialogo instaurato tra dirigenti, accademici e magistrati sembra dunque essere il terreno fertile per costruire una governance più responsabile e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini.



