Il 28 ottobre è stato il giorno in cui VanEck ha introdotto su Euronext Milan il primo ETF UCITS interamente dedicato a società cinesi operanti nel settore dei semiconduttori. Il nuovo strumento, denominato VanEck China Semiconductor UCITS ETF, si propone di catturare la spinta di Pechino verso l’indipendenza tecnologica, ma allo stesso tempo espone gli investitori a una serie di pericoli legati a concentrazione, politica e tensioni commerciali.
Il contesto internazionale è fondamentale per comprendere la nascita di questo prodotto. Dal 2022 gli Stati Uniti hanno progressivamente limitato le esportazioni di chip avanzati e delle relative tecnologie verso la Cina, provvedimenti che si sono ulteriormente intensificati nel 2023 e nel 2024. In risposta, il governo di Pechino ha accelerato gli investimenti nella propria industria dei circuiti integrati, impiegando quasi 100 miliardi di dollari nel National IC Fund, di cui 47,5 miliardi sono stati stanziati a maggio 2024. Secondo l’associazione mondiale Semi, la Cina è già il principale mercato globale per le attrezzature di produzione di semiconduttori, con oltre 49 miliardi di dollari di vendite nel 2025.
Caratteristiche tecniche dell’ETF VanEck China Semiconductor
Il fondo è costruito su un indice MarketVector China Semiconductor 10% Capped Screened Index e presenta una serie di filtri stringenti. Per essere inclusa, una società deve ricavare almeno il 50% del fatturato da attività legate ai semiconduttori o ai macchinari per produrli. Inoltre, il peso di ciascun titolo è limitato al 10% del totale, mentre le società soggette a sanzioni internazionali vengono escluse automaticamente. Il paniere minima prevede 25 titoli, ma è aperto a nuove aggiunte qualora soddisfino i criteri di purezza e liquidità.
L’ETF è domiciliato in Irlanda, segue una replica fisica, è di tipo accumulation e denominato in dollari statunitensi. Il costo annuo è pari allo 0,65%, più elevato rispetto a un ETF azionario tradizionale, ma giustificato dalla complessità di accesso al mercato cinese. Dal punto di vista normativo, il prodotto è classificato come articolo 8 del Regolamento UE sulla finanza sostenibile.
Principali titoli presenti e prospettive di rischio
Tra le prime società incluse troviamo Cambricon, specializzata in chip per intelligenza artificiale (circa 8,36% del peso), Hygon, produttrice di processori per server (8,07%), e i fornitori di attrezzature Advanced Micro-Fabrication Equipment e Naura. Altre realtà come Eoptolink, attiva nei moduli ottici, e Wus Printed Circuit, produttrice di circuiti stampati, completano il panorama. L’esclusione di Huawei è dovuta al fatto che la sua unità di progettazione, HiSilicon, non è quotata in borsa e quindi non è investibile.
Il profilo di rischio è marcato da tre fattori principali. Primo, la concentrazione: molte delle aziende sono ancora nella fase di crescita domestica e potrebbero confrontarsi con costi e performance globali in un futuro prossimo. Secondo, l’intervento politico, poiché le decisioni di Pechino o delle autorità internazionali possono alterare drasticamente le dinamiche di mercato. Terzo, le restrizioni commerciali, con la possibilità che nuovi provvedimenti statunitensi o europei limitino l’accesso a tecnologie chiave. Come sottolinea il responsabile di prodotto di VanEck, Moritz Henkel, “la crescita delle aziende cinesi è garantita finché il mercato interno resta chiuso, ma il confronto globale è inevitabile”.
Strategia di gestione passiva
VanEck ha ribadito che l’ETF segue una gestione passiva: non vengono assunte decisioni discrezionali su quali titoli includere, ma si rispetta rigorosamente la composizione dell’indice di riferimento. Questo approccio riduce i costi operativi e consente agli investitori di beneficiare di una esposizione diretta al tema tematico, senza la necessità di selezionare singole azioni.
Il lancio europeo avviene in un momento in cui la domanda degli investitori al dettaglio per prodotti tematici è in crescita, soprattutto su piattaforme tedesche e piani di accumulo italiani. Il gemello statunitense, quotato al Nasdaq a giugno 2026, ha registrato un avvio modesto, ma gli analisti ritengono che il mercato europeo possa offrire una base di investitori più propensa alla diversificazione.
Il VanEck China Semiconductor UCITS ETF rappresenta una scommessa su una Cina determinata a costruire una catena di valore dei semiconduttori completamente autonoma. Se da un lato l’autarchia promette ordini garantiti e crescita veloce, dall’altro le aziende cinesi dovranno confrontarsi con standard tecnologici internazionali, e gli investitori dovranno gestire un profilo di rischio marcato da fattori geopolitici e regolamentari.



