in

Imprese piemontesi a rischio per la crisi in Medio Oriente

Le tensioni nel Medio Oriente stanno producendo effetti che si propagano fino al tessuto produttivo del Piemonte.

Confartigianato Imprese Piemonte ha acceso un segnale d allarme perché, oltre alla tragedia umana, la nuova crisi geopolitica potrebbe tradursi in conseguenze concrete su export e costi energetici, fattori decisivi per la sopravvivenza delle micro e piccole imprese locali.

Il panorama preoccupa soprattutto perché la regione combina un elevato legame con la manifattura e una forte presenza di realtà artigiane che operano con margini ridotti; per molte di esse un aumento dei prezzi dell energia o un rallentamento delle vendite all estero può significare perdita di competitività e investimenti rinviati.

Quanto è esposto il Piemonte sull export

I dati analizzati da Confartigianato indicano che il Piemonte è tra le regioni più esposte verso il Medio Oriente, collocandosi al secondo posto in Italia per incidenza dell export nella regione. Le vendite verso l area pesano per circa 2,09% del valore aggiunto regionale, corrispondenti a circa 2,6 miliardi di euro. Questa dipendenza rende molte filiere sensibili a interruzioni logistiche, restrizioni commerciali o riduzioni di domanda.

Settori più vulnerabili

Il mercato mediorientale è importante per comparti come la meccanica, la componentistica industriale, alcune nicchie dell agroalimentare e della moda. Per molte imprese piemontesi questi Paesi sono destinazioni consolidate: sostituirle nel breve periodo non è semplice, e un rallentamento degli scambi rischia di avere effetti immediati sui ricavi e sulla programmazione produttiva.

La pressione sui costi dell energia

Un secondo fronte critico riguarda il ruolo dell energia nei bilanci aziendali. Le imprese italiane già sostengono un onere superiore rispetto ai concorrenti europei: per consumi inferiori a 2.000 MWh il gap stimato è di circa 5,4 miliardi di euro all anno. In caso di ulteriore shock dei mercati energetici, questo divario potrebbe allargarsi e tradursi in bollette insostenibili.

Numeri e dinamiche recenti

La volatilità dei prezzi si è vista chiaramente nelle fasi acute della crisi: alla vigilia delle operazioni contro il regime degli Ayatollah, il gas veniva scambiato a 32 euro/MWh e l energia elettrica a 107,5 euro; pochi giorni dopo, al 4 marzo 2026, i valori erano saliti rispettivamente a 55,2 euro e 165,7 euro. Movimenti di questo tipo possono raddoppiare i costi vivi di produzione per molte aziende.

Stretto di Hormuz, materie prime e rischi a catena

Un elemento di rischio aggiuntivo è lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per petrolio e gas. Una sua chiusura o limitazione avrebbe effetti immediati sui prezzi delle materie prime energetiche, con impatto diretto sull Italia, che produce gran parte dell elettricità utilizzando il gas naturale. Un aumento del costo del gas porterebbe a rincari generalizzati dell energia e potrebbe frenare la ripresa dei consumi interni.

Impatto regionale e richiesta di interventi

Secondo le stime, se la crisi dovesse perdurare il Piemonte potrebbe affrontare un incremento dei costi energetici pari a 879 milioni di euro, collocandosi tra le regioni più colpite in valore assoluto. A livello nazionale, situazioni analoghe coinvolgerebbero Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana con cifre significative.

Cosa chiedono le imprese

Il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, Giorgio Felici, sottolinea che le tensioni costituiscono una minaccia economica concreta e chiede alla politica misure strutturali per attenuare gli squilibri che penalizzano le piccole imprese. Tra le richieste c è la necessità di politiche volte a contenere la speculazione e a ridurre il divario rispetto ai competitor europei, evitando soluzioni che si limitino a sfruttare introiti fiscali temporanei.

In assenza di interventi mirati, lo scenario possibile è quello di bollette in ulteriore salita, ripercussioni su produzione, investimenti e occupazione, e una maggiore fragilità delle micro e piccole imprese piemontesi che stanno ancora consolidando la ripresa dopo anni difficili.

prezzo del petrolio in rialzo e rischio fertilizzanti cosa cambia per i mercati 1773316425

Prezzo del petrolio in rialzo e rischio fertilizzanti: cosa cambia per i mercati