Il sentiment degli operatori del settore immobiliare svizzero è stato nuovamente misurato dal consorzio di consulenza KPMG, che ha pubblicato la sua analisi annuale denominata Swiss Real Estate Sentiment Index (SRESI). Il sondaggio, condotto su circa 370 professionisti del mercato, raccoglie le aspettative per i prossimi dodici mesi, offrendo una panoramica delle dinamiche che guidano gli investimenti nella Confederazione.
Nel 2026 l’indice si è posizionato a 47,5 punti segnando una discesa rispetto ai 69,5 punti del 2025, valore più elevato dalla nascita dell’indicatore nel 2012. I numeri degli anni precedenti mostrano una fluttuazione marcata: nel 2024 erano stati registrati 29,9 punti mentre nel 2023 l’indice aveva toccato il minimo storico di -77,4 punti. Questi dati indicano una tendenza di normalizzazione dopo l’anno eccezionalmente forte del 2025.
Interpretazione dell’indice e commenti degli esperti
Secondo Beat Seger esperto senior di KPMG, il calo dell’indice non deve essere interpretato come un segnale di crisi, ma piuttosto come un ritorno a valori più equilibrati. Seger osserva che il mercato degli investimenti immobiliari rimane solido nonostante le aspettative economiche moderate, suggerendo che la diminuzione dei punti rifletta semplicemente la fine di un periodo di euforia piuttosto che una reale inversione di tendenza.
Confronto tra le regioni con le previsioni più ottimistiche
Le analisi indicano che gli aumenti più pronunciati dei prezzi sono attesi nelle aree di Zurigo nella Svizzera centrale e nella zona del Lago Lemano. Queste regioni beneficiano di una combinazione di domanda robusta, capacità di attrarre capitali internazionali e infrastrutture consolidate, fattori che spingono gli investitori a considerare nuove opportunità di sviluppo.
Il caso del Ticino e di Lugano: segnali di allarme
Contrariamente alla maggior parte del paese, il Ticino si colloca nella parte negativa dell’indice, con prospettive di prezzi al ribasso. Lugano unico centro economico della regione, è l’unica città a cui le previsioni attribuiscono una diminuzione dei valori immobiliari. Questo scenario è attribuito a fattori strutturali come una crescita più lenta del PIL locale, una domanda residenziale meno dinamica rispetto alle grandi metropoli e una maggiore sensibilità alle variazioni dei tassi di interesse.
Le aree tradizionalmente forti mantengono prospettive di crescita, mentre il Ticino necessita di strategie di stimolo per invertire la tendenza negativa. Gli attori del mercato dovranno tenere conto di queste differenze regionali per calibrare al meglio le proprie decisioni d’investimento nei prossimi mesi.



