Il Cremlino ha appena pubblicato il progetto di bilancio federale per il 2027, evidenziando un salto netto nella spesa militare. Nonostante la contrazione delle finanze pubbliche dovuta a sanzioni internazionali e a un calo dei prezzi dell’energia, le autorità russo-federali hanno deciso di destinare 17.100 miliardi di rubli alla difesa, valore pari a circa 178 miliardi di euro al tasso di cambio attuale.
Questo incremento rappresenta un aumento del 32% rispetto al budget approvato per il 2026, che prevedeva circa 134 miliardi di euro. La cifra è quasi tripla rispetto al bilancio delle forze armate francesi per lo stesso anno (63,4 miliardi di euro), collocando la Russia in una posizione di spesa militare senza precedenti nella sua storia post-sovietica.
Spesa militare 2027: 17.100 miliardi di rubli
Il documento di bilancio indica che il nuovo stanziamento coprirà tutte le principali categorie di difesa, dalla modernizzazione dei sistemi d’arma alla produzione di munizioni, fino al sostentamento delle truppe sul territorio. La scelta di aumentare la cifra di 17.100 miliardi di rubli riflette la volontà di mantenere una capacità operativa elevata, anche in presenza di restrizioni economiche e di un clima di crescente tensione internazionale.
Confronto con la Francia e con il bilancio 2026
Nel 2026 la Russia aveva previsto una spesa di circa 134 miliardi di euro; il salto a 178 miliardi di euro per il 2027 supera di gran lunga la difesa francese, che si attesta a 63,4 miliardi di euro. Questo divario evidenzia una politica di investimento militare più aggressiva rispetto ai tradizionali alleati europei e pone interrogativi sulla sostenibilità di tale crescita in un contesto di deficit in aumento.
Pressioni fiscali: deficit al 3,2% e costi di interesse
Il piano di bilancio include una revisione al rialzo del deficit previsto per il 2026, ora stimato al 3,2% del PIL, rispetto all’1,6% inizialmente calcolato. L’aumento della spesa militare è quindi coperto in larga misura dal debito pubblico, con un impatto diretto sull’equilibrio finanziario dello Stato.
Il peso degli interessi sul bilancio statale
Gli oneri da interessi sul debito ammontano a circa 4.000 miliardi di rubli all’anno, equivalenti al 10% della spesa federale complessiva. Questa cifra supera la somma destinata congiuntamente all’istruzione e alla sanità, dimostrando quanto la pressione dei debiti sia diventata un ostacolo per gli investimenti sociali.
Strategie governative: nuove imposte e ruolo delle banche
Per far fronte all’ulteriore indebitamento, il governo ha annunciato nuove imposte, tra cui una tassa annuale di 200 miliardi di rubli sui profitti straordinari delle imprese metallurgiche e minerarie. Parallelamente, le banche russe, private degli investitori esteri a causa delle sanzioni, stanno lottando per trovare liquidità sufficiente a sostenere il proprio debito interno.
Il direttore finanziario della Sberbank ha dichiarato che le banche al momento hanno fondi disponibili solo per erogare prestiti ai propri clienti, non per riacquistare titoli di Stato. Con la Banca centrale che mantiene il tasso di riferimento al 14%, eventuali aumenti del deficit implicheranno una politica monetaria più restrittiva, riducendo ulteriormente le possibilità di investimento.



