Il mercato immobiliare italiano sta vivendo un momento di grande dinamismo. Secondo i dati elaborati, il primo semestre del 2026 si è chiuso con oltre 7 miliardi di euro investiti, segnando un incremento del 28% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo risultato conferma una tendenza positiva che si protrae da tre anni consecutivi.
La crescita è stata trainata da diversi fattori, tra cui la fiducia rinnovata degli investitori e la resilienza di settori strategici come il retail e la logistica. Ma vediamo nel dettaglio cosa è successo.
Il boom del retail e della logistica
Il settore retail ha registrato un aumento del 113% su base annua, con un’operazione di rilievo che ha visto l’acquisto dell’80% di Via Montenapoleone 8 per 1,161 miliardi di euro. Anche depurando questo dato, la crescita del comparto rimane solida, attestandosi al 19%.
Parallelamente, il settore logistica ha visto un incremento del 66% rispetto al 2026, sostenuto da fondamentali occupazionali robusti. Le asset class alternatives, che includono living, healthcare e data centres, hanno registrato un aumento dell’83% su base annua.
Le sfide del settore office e hospitality
Nonostante il settore office abbia evidenziato una contrazione del 49% e l’hospitality un calo del 24%, le prospettive per questi comparti sono positive. Gli investitori stanno tornando a manifestare interesse per gli uffici e mostrano una dinamica favorevole per l’hospitality, in linea con quanto osservato in altri mercati europei.
L’impatto delle operazioni di grande dimensione
La performance del primo semestre 2026 è stata favorita dal crescente peso delle operazioni di grande dimensione. Sebbene il numero di transazioni superiori a 100 milioni di euro sia rimasto stabile, il loro valore complessivo è aumentato del 45% rispetto al 2026. Gli investimenti core hanno quasi raddoppiato i volumi rispetto al primo semestre del 2026, registrando una crescita del 55% al netto della principale operazione del periodo.
La composizione geografica dei capitali investiti
Un elemento distintivo del primo semestre 2026 è la composizione geografica dei capitali investiti. Il 76% del volume è di origine internazionale, con flussi provenienti dall’Eurozona raddoppiati e capitali da paesi fuori dall’Eurozona cresciuti dell’88%. Anche gli investitori statunitensi hanno mostrato interesse, con un aumento del 20% dei volumi su base annua.
I rendimenti prime e le prospettive future
I rendimenti prime registrati alla fine del Q2 2026 mostrano una contrazione per il settore retail centri commerciali (7,25%) e logistica (5,40%), mentre rimangono stabili per il retail high street (3,90%) e gli uffici, sia a Milano (4,00%) che a Roma (4,75%). Su base trimestrale, i prime yield sono rimasti pressoché invariati, con una compressione di 25 punti base nel settore retail warehousing.
Mark Roberts, head of capital markets di BNP Paribas Real Estate Advisory, ha dichiarato: “I dati del primo semestre confermano una ripresa strutturale del mercato italiano, trainata da una rinnovata fiducia degli investitori e dalla resilienza di asset class strategiche come retail e logistica. L’incremento dei volumi e l’impatto di operazioni di grandi dimensioni testimoniano un ritorno di dinamismo che pone basi solide per l’evoluzione del mercato nel corso dell’anno.”


