Negli ultimi anni l’inflazione ha consumato gran parte del potere d’acquisto di chi tiene i soldi sul conto corrente. Un capitale di 100.000 euro, lasciato inattivo, può perdere circa 30.000 euro in venti anni. Per questo è fondamentale abbandonare la tradizionale logica del “materasso” e valutare soluzioni più produttive.
Perché il materasso non protegge più il capitale
Il materasso finanziario rappresenta il deposito di denaro in un conto corrente senza alcun vincolo. Con un tasso d’interesse reale quasi nullo, il valore reale del denaro si deprezza al ritmo dell’inflazione. Gli uffici statistici mostrano che, con un’inflazione media del 3 %, i risparmi si dimezzano in circa 23 anni. Il risultato è una perdita certa, indipendente dalle oscillazioni di mercato o da eventi macroeconomici.
Strumenti a basso rischio che rendono di più
Il rialzo dei tassi di interesse ha creato nuove opportunità per la liquidità a breve termine. I Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) a 12 mesi offrono attualmente un rendimento lordo del 3 %, mentre i Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) a 5 anni raggiungono il 4 % e a 10 anni il 4,6 %. Parallelamente, i conti deposito vincolati a 5 anni possono pagare fino al 4 % lordo, superando di gran lunga i rendimenti dei conti correnti tradizionali.
Obbligazioni statali e conti vincolati
Questi prodotti sono considerati a rischio contenuto perché sono garantiti dallo Stato. La loro principale caratteristica è la stabilità del capitale e la trasparenza dei flussi di interesse. Per un investitore che desidera mantenere la liquidità a disposizione ma ottenere un ritorno superiore al 2 %, i BOT e i BTP rappresentano una scelta solida.
Strategie di medio-termine per chi può attendere
Chi ha la possibilità di legare il capitale per un periodo più lungo può incrementare gradualmente la propria esposizione ai mercati. Una soluzione efficace è il Piano di Accumulo del Capitale (PAC), che prevede versamenti periodici in un portafoglio diversificato. Gli ETF obbligazionari a breve scadenza in euro, ad esempio, possono portare il rendimento complessivo del portafoglio al 4-5 % annuo, riducendo al contempo la volatilità rispetto alle azioni.
Piano di accumulo e ETF a gestione attiva
Gli ETF a gestione attiva sui Collateralized Loan Obligations (CLO) offrono un mix interessante: tasso variabile che limita il rischio di tasso e al contempo garantisce un rendimento più elevato rispetto ai tradizionali fondi obbligazionari. Una corretta allocazione, con scadenze concentrate nella parte breve della curva, permette di sfruttare i tassi più alti senza esporsi a rischi eccessivi.
Costruire una pensione complementare
Le pensioni pubbliche attuali coprono solo una parte dell’ultimo stipendio, con percentuali che oscillano tra il 67 % e l’80 % a seconda dell’anno di pensionamento. Per mantenere un tenore di vita dignitoso è consigliabile creare un supporto pensionistico aggiuntivo. Un esempio pratico: versare 150 euro al mese in un ETF globale con rendimento medio annuo del 7 % per 30 anni può generare circa 395.000 euro, sufficienti a garantire una rendita integrativa di 1.200-1.500 euro al mese.
Portafogli “pigri” per risparmiatori inesperti
Per chi preferisce soluzioni chiavi-in-mano, esistono tre modelli di portafoglio a bassa manutenzione: il Permanent Portfolio (25 % azioni, 25 % obbligazioni, 25 % oro, 25 % liquidità), l’All Weather di Ray Dalio e il Golden Butterfly (20 % per cinque asset class). Questi schemi offrono una diversificazione ampia, riducendo al minimo le decisioni operative e mantenendo un profilo di rischio moderato.
Dal materasso tradizionale ai BOT, BTP, conti vincolati, passando per piani di accumulo e ETF a gestione attiva, le opzioni sono molteplici e adatte a diversi livelli di propensione al rischio. La chiave è costruire una strategia coerente, monitorare i costi e, soprattutto, evitare di lasciare i soldi fermi, dove l’unico risultato è la perdita del valore reale.



