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31 Ottobre 2026

Investire nella logistica: opportunità, rischi e rendimento

Logistica in rapida ascesa: investimenti +60%, rendimenti fino all’8% e nuovi fondi istituzionali.

Investire nella logistica: opportunità, rischi e rendimento

Il mercato logistico italiano sta vivendo una fase di espansione senza precedenti. Nei primi nove mesi del 2026, gli investimenti nel settore hanno superato i 2 miliardi di euro, segnando un balzo del 60% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa crescita avviene nonostante un contesto macroeconomico dinamico, indicando che la logistica è percepita come un asset resiliente e capace di generare flussi di cassa costanti.

Crescita degli investimenti logistici nel 2026

Secondo l’analisi di JLL Italia, oltre 2,4 milioni di metri quadrati di spazi logistici e industriali sono stati affittati nello stesso arco temporale, una variazione del 50% rispetto al 2025. Il dato supera addirittura le performance dell’intero anno 2025, dimostrando una domanda sostenuta da parte di aziende che cercano capacità di stoccaggio più ampia e magazzini più vicini ai principali poli di consumo. Il prime yield nazionale si attesta attorno al 5,3%, valore stabile rispetto al trimestre precedente.

Chi guida gli investimenti: fondi, SGR e nuovi capitali

La spinta di capitali proviene in gran parte da fondi istituzionali e società di gestione del risparmio (SGR) capaci di valutare non solo la posizione dell’immobile, ma anche infrastrutture di trasporto, flussi di traffico e qualità dei locatari. L’ingresso di nuovi soggetti finanziari ha arricchito il pool di investitori, amplificando la capacità di micro-finanziare progetti più ambiziosi e di diversificare il profilo di rischio complessivo.

Strategie operative e profili di rendimento

Core vs value-add: differenze di approccio

Le operazioni si articolano principalmente in due macro-categorie. Le strategie core puntano su immobili “prime”, già locati con contratti a lungo termine, e garantiscono prime yield tra il 5,2% e il 5,4% nelle zone di Milano, Roma, Bologna e Verona. Le strategie value-add, invece, contemplano immobili second-hand o in fase di riqualificazione; qui i rendimenti possono toccare l’8%, ma richiedono una gestione più attiva e investimenti in miglioramenti strutturali.

Nel 2026 le strategie core hanno rappresentato il 32% delle operazioni, quelle core plus il 35%, segnando un incremento rispetto al 2025. Al contrario, le operazioni value-add sono scese al 16% – un chiaro segnale che gli investitori stanno privilegiando la stabilità e la qualità degli asset rispetto a progetti più rischiosi.

Rendimento, rischio e diversificazione patrimoniale

Il principio di base rimane invariato: a più alto è il rischio, più elevato è il rendimento atteso. Tuttavia, a differenza di molte classi finanziarie, la logistica si basa su un bene reale supportato da fondamentali solidi, come la crescita dell’e-commerce e l’aumento dei consumi urbani. Questa natura reale attenua la volatilità tipica di mercati più speculativi, rendendo la logistica una componente strategica per chi desidera diversificare il proprio patrimonio a medio-lungo termine.

Il settore logistico italiano combina una forte domanda di spazi, la disponibilità di capitali istituzionali e una gamma di strategie che consentono di bilanciare rendimento e rischio. Per chi è alla ricerca di un investimento con prospettive di crescita sostenibile, la logistica rappresenta oggi una delle opzioni più interessanti.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.