Le principali piazze azionarie europee hanno chiuso la prima metà della giornata con segnali di indecisione. Gli investitori, ancora in attesa dell’annuncio della Federal Reserve previsto per la sera, hanno mostrato una certa cautela, mantenendo i principali indici intorno al livello di partenza.
Mercati europei ferma il passo in attesa della Fed
Il FTSE MIB di Milano è rimasto a pochi centesimi dalla parità, registrando una leggera flessione del 0,02%. A Francoforte l’indice DAX si è mantenuto stabile, mentre a Parigi il CAC 40 ha ceduto lo 0,15%. Nei futures statunitiani, il Dow Jones è sceso dello 0,18%, contro un guadagno dello 0,19% per l’S&P 500 e dello 0,5% per il Nasdaq. Gli operatori sembrano orientati a una decisione della Fed che mantenga i tassi di interesse invariati, con un possibile rialzo previsto soltanto a dicembre.
Andamento dei principali indici
Il mercato dei cambi ha visto l’ euro rafforzarsi leggermente sul dollaro, attestandosi a 1,1129. Il differenziale tra i titoli di Stato BTP e Bund ha toccato i 117 punti, con il rendimento del decennale italiano al 4,53% e quello tedesco al 3,38%. Questi valori indicano una moderata primazza del credito italiano, ma nessun cambiamento strutturale.
Commodities: petrolio in rialzo, gas vicino a 100 euro/MWh
Il prezzo del petrolio ha ripreso la crescita, con il Brent che ha raggiunto i 115,33 dollari al barile (+1,32%) e il WTI a 101,77 dollari (+1,87%). A New York, i futures sul Brent a dicembre sono saliti a 115,33 dollari, mentre il WTI ha superato i 102 dollari, incrementi alimentati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalla prospettiva di un inverno più freddo in Europa.
Il gas naturale europeo ha toccato la soglia dei 100 euro per megawattora. Il punto di riferimento TTF di Amsterdam ha chiuso a 99,40 euro (+3,47%), mentre un altro contratto di novembre ha quotato 99,53 euro (+3,9%). L’aumento è dovuto alla preoccupazione per le forniture invernali, al conflitto in Ucraina e al timore di escalation nel conflitto Iran-Israele.
Stellantis guida la Borsa italiana
Tra le società quotate, Stellantis è stata la vera protagonista. Dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, il titolo ha guadagnato oltre il 6%, trainato da un aumento dell’ 1% dei ricavi e da una riduzione della perdita operativa del 90%. Gli analisti hanno interpretato questi dati come segnale di una ripresa nella domanda di veicoli, soprattutto nei segmenti elettrificati.
Altri titoli tecnologici hanno sostenuto i rialzi: Technoprobe è avanzata del 3,25% e Prysmian del 2,54%. Al contempo, il settore delle telecomunicazioni è stato penalizzato, con TIM in calo dell’ 1,6% e Buzzi al -0,95%. Le banche italiane hanno mostrato segni di debolezza, con UniCredit, Intesa Sanpaolo e MPS tutti in leggera contrazione.
Altri movimenti di titolo e fattori macro
In Asia, i mercati hanno chiuso in netto rialzo: il Kospi coreano è salito del 6,6% grazie ai risultati record di SK Hynix, mentre il Nikkei giapponese è aumentato dell’ 1,52%. Shanghai e Hong Kong hanno registrato guadagni più contenuti, rispettivamente dello 0,91% e dello 0,23%. Questo ottimismo asiatico è legato alla crescente fiducia nell’ intelligenza artificiale e ai solidi bilanci trimestrali delle società tecnologiche.
In Italia, il Consiglio dei ministri ha approvato la nuova manovra economica, che ora attende l’esame del Parlamento. La misura prevede nuovi stimoli fiscali e investimenti mirati, con l’obiettivo di sostenere la crescita post-pandemica e di favorire la transizione energetica, aspetti che potrebbero influenzare ulteriormente i movimenti di mercato nei prossimi mesi.



