Nel 2024 il mercato globale dei fondi comuni di investimento ha raggiunto i 91,30 miliardi di dollari. Le previsioni indicano che la soglia dei 100,05 miliardi sarà superata già nel 2025, per poi arrivare a 172,44 miliardi entro il 2031, con un CAGR del 9,6%. Questa espansione è sostenuta da una maggiore partecipazione al dettaglio, dall’allocazione istituzionale nei paesi sviluppati ed emergenti, e dalla capacità dei fondi di offrire liquidità, gestione professionale e accesso a una vasta gamma di asset.
Motori della crescita: alfabetizzazione, pensioni e digitalizzazione
Il digital onboarding sta abbattendo le barriere all’ingresso, permettendo a investitori inesperti di accedere ai fondi comuni tramite app e piattaforme fintech. Parallelamente, l’espansione dei regimi pensionistici genera flussi sistematici verso prodotti a lungo termine, incrementando la domanda di veicoli di risparmio gestiti. La proliferazione di fondi indicizzati a bassi costi, simili agli ETF, attira chi cerca strategie passive ed efficienti. Inoltre, le autorità di vigilanza stanno rafforzando la trasparenza e la protezione dell’investitore, accrescendo la fiducia nel settore. Infine, i robo-advisor e le soluzioni basate su intelligenza artificiale semplificano la costruzione di portafogli personalizzati, rendendo la gestione patrimoniale più accessibile.
Vincoli e rischi che possono frenare gli afflussi
Nonostante il trend positivo, il mercato deve fronteggiare alcune difficoltà. La volatilità macroeconomica – inflazione, tensioni geopolitiche e politiche monetarie restrittive – può inibire nuovi afflussi e stimolare riscatti. Alcuni fondi attivi presentano tariffe elevate, che erodono i rendimenti netti e spingono gli investitori verso alternative a minor costo. La complessità delle schede informative può inoltre limitare l’adozione da parte di segmenti meno esperti, creando un divario di conoscenza da colmare.
Opportunità emergenti: ESG, temi di sostenibilità e mercati emergenti
Le tematiche ESG stanno diventando un volano di crescita: i fondi che integrano criteri ambientali, sociali e di governance rispondono a una domanda crescente di investitori attenti all’impatto. I fondi tematici legati a tecnologia, assistenza sanitaria e innovazione sostenibile offrono potenziali ritorni superiori in un contesto di transizione verde. Parallelamente, i mercati emergenti – con una classe media in crescita e nuovi regimi pensionistici – rappresentano una fonte di capitale ancora poco sfruttata. La quota di mercato dell’Asia-Pacifico, ad esempio, dovrebbe salire dal 20 % del totale nel 2025 al 24 % nel 2031, trainata da una rapida digitalizzazione e dal miglioramento dell’alfabetizzazione finanziaria.
Quote regionali e principali player
Nel 2025 il Nord America detiene circa il 36 % del patrimonio globale, seguito da Europa (28 %) e Asia-Pacifico (20 %). Entro il 2031, le quote di Nord America e Europa leggermente diminuiscono (34,5 % e 26,5 % rispettivamente), mentre l’Asia-Pacifico guadagna terreno, così come la Cina, la cui quota dovrebbe passare dal 5,5 % al 8 % del mercato globale. I principali gestori – BlackRock, Vanguard, Fidelity, State Street, J.P. Morgan Asset Management e altri – continueranno a dettare le dinamiche di prodotto, innovazione digitale e strategie ESG.



