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2 Ottobre 2026

Rating ambientale e spread delle obbligazioni verdi: una analisi

Le imprese con elevati rating ambientali pagano meno per le obbligazioni verdi, ma anche quelle con rating più modesto ottengono condizioni migliori rispetto ai titoli convenzionali.

Rating ambientale e spread delle obbligazioni verdi: una analisi

Negli ultimi anni il mercato globale delle obbligazioni verdi ha registrato una crescita costante, trainata dalla crescente attenzione verso la sostenibilità. Un elemento chiave emerso dagli studi recenti è il rapporto tra i rating ambientali assegnati alle società e il costo del debito di questi strumenti finanziari.

Le aziende con rating ambientale alto ottengono tassi più contenuti

Le imprese che ricevono punteggi elevati da agenzie specializzate — come MSCI, Sustainalytics o Vigeo Eiris — riescono a collocare le proprie obbligazioni verdi a spread inferiori rispetto a quelle di altri emittenti. I dati mostrano che il differenziale medio di interesse rispetto ai titoli tradizionali si aggira intorno al 15-20% in meno per i soggetti con rating superiore a 80/100. Questo fenomeno è stato osservato sia nei mercati sviluppati (Europa e Nord America) sia in quelli emergenti, dove la domanda di capitali sostenibili è particolarmente sensibile alle credenziali ambientali dell’emittente.

Il ruolo della certificazione green dei singoli titoli

Una certificazione aggiuntiva, ad esempio la certificazione Climate Bonds, può amplificare l’effetto positivo del rating. Quando un titolo ottiene sia un alto punteggio ambientale sia una certificazione riconosciuta, il costo del debito tende a ridursi di ulteriori 5-7 punti base, poiché gli investitori percepiscono un rischio ancora più contenuto.

Le società con rating più basso beneficiano comunque rispetto ai bond tradizionali

Anche le imprese con valutazioni ambientali meno favorevoli riescono a ottenere condizioni più vantaggiose rispetto ai loro bond convenzionali. L’analisi evidenzia che, in media, gli spread delle obbligazioni verdi di questi emittenti sono inferiori del 8-12% rispetto ai titoli di debito non green con simili caratteristiche finanziarie. Il risultato suggerisce che il mercato attribuisce un valore intrinseco alla componente verde, indipendentemente dalla qualità ambientale dell’emittente.

Implicazioni per gli investitori istituzionali

Gli investitori istituzionali che includono obbligazioni verdi nei loro portafogli possono quindi beneficiare di un “premio di sostenibilità”. Oltre a soddisfare criteri ESG, tali strumenti offrono un potenziale di riduzione del costo del capitale. Tuttavia, è fondamentale valutare sia il rating ambientale dell’emittente sia le certificazioni specifiche del titolo per massimizzare il vantaggio economico.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.