Il panorama degli investimenti si è complicato: tensioni geopolitiche, la diffusione delle criptovalute e l’ingresso massiccio dell’intelligenza artificiale nella pratica professionale impongono una revisione delle strategie.
A Consulentia 2026 è emersa la necessità di ripensare la pianificazione patrimoniale come processo dinamico, in cui il consulente non è più soltanto un esecutore, ma un mediatore delle informazioni e delle tecnologie al servizio del cliente.
Luigi Conte, presidente di ANASF, ha indicato alcune linee guida per orientarsi: aumentare la conoscenza sulle crypto, evitare una loro posizione dominante nei portafogli e sfruttare l’AI per ridurre gli oneri amministrativi, senza rinunciare al valore del rapporto umano. Questo articolo riordina quelle indicazioni in passaggi pratici e riflessioni sul profilo di rischio dei risparmiatori.
Indice dei contenuti:
Rivedere la strutturazione del portafoglio
La prima regola rimane la diversificazione: le criptovalute vanno considerate come un asset speculativo e integrate con cautela. I consulenti devono evitare che le crypto occupino una quota preponderante dei portafogli, preferendo piani a lungo termine che bilancino volatilità e rendimento. È fondamentale che il cliente comprenda la natura del rischio e che ogni decisione sia accompagnata da una spiegazione chiara: il consulente funge da guida nel tradurre concetti complessi in scelte operative.
Asset allocation e orizzonte temporale
Per tradurre la teoria in pratica, serve una chiara asset allocation che tenga conto dell’orizzonte temporale dell’investitore e della sua propensione al rischio. Le criptovalute possono entrare come componente tattica o speculativa, ma la strategia principale dovrebbe privilegiare strumenti consolidati per la protezione del capitale. La definizione di scenari e stress test aiuta a prevenire sorprese in fasi di mercato estreme.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella consulenza
L’intelligenza artificiale è ormai entrata nella cassetta degli attrezzi del consulente: non per sostituire il rapporto personale, ma per ottimizzare processi e liberare tempo da attività burocratiche. Come ha detto Luigi Conte, l’AI rappresenta «un aiuto fondamentale per il futuro della nostra professione», consentendo di concentrarsi su relazione e pianificazione. Tuttavia, permangono questioni normative e di responsabilità che richiedono attenzione: l’uso di algoritmi deve essere trasparente e adeguatamente regolamentato.
Automazione, trasparenza e formazione
L’automazione può migliorare la qualità del servizio, ma impone regole sul controllo dei modelli e sulla formazione dei professionisti. Il consulente deve saper interpretare output algoritmici e tradurli in raccomandazioni comprensibili: in questo ruolo, la competenza umana resta insostituibile. Inoltre è necessario aggiornare le policy interne per affrontare temi come la privacy dei dati e l’affidabilità degli strumenti.
Chi sono i risparmiatori più vulnerabili
Tra i profili a rischio, Luigi Conte ha indicato gli anziani come i più fragili: sono spesso meno aggiornati sulle novità finanziarie e più esposti a proposte aggressive o a errori di valutazione. Per questo motivo la consulenza deve essere particolarmente attenta a proteggere la clientela senior, offrendo percorsi di tutela e soluzioni conservative che limitino l’esposizione a prodotti ad alta volatilità.
Al contrario, ha sottolineato Conte, nei giovani e nelle donne vede segnali positivi: maggiore curiosità, capacità di apprendimento e apertura a strategie innovative se ben guidate. La sfida è trasformare questa attitudine in scelte informate, attraverso programmi di educazione finanziaria e approcci personalizzati di consulenza.
Linee operative per consulenti e risparmiatori
In termini pratici, i consulenti devono privilegiare processi che combinino valutazione del rischio, trasparenza informativa e pianificazione a lungo termine. Suggerimenti chiave: 1) aumentare il livello di informazione sulle criptovalute; 2) non cedere alla tentazione di promesse di guadagni facili; 3) usare l’intelligenza artificiale per snellire la burocrazia e migliorare il servizio; 4) proteggere i clienti più fragili con soluzioni conservative. Queste linee nascono dall’incontro di idee emerso a Consulentia 2026 e dalle osservazioni di esperti come Luigi Conte.
In conclusione, il consiglio è chiaro: integrare innovazione tecnologica e prudenza finanziaria per costruire portafogli resistenti agli shock esterni. Il consulente deve essere al contempo educatore, analista e garante dell’interesse del cliente, con particolare attenzione alle categorie più esposte. Solo così si può valorizzare il potenziale delle nuove opportunità senza esporre il risparmio a rischi ingiustificati.

