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11 Ottobre 2026

Studentati della Marche: progetti sospesi e tariffe proibitive

Studentati in crisi: fondi svaniti e canoni da lusso mettono a dura prova gli studenti marchigiani

Studentati della Marche: progetti sospesi e tariffe proibitive

Le università marchigiane stanno vivendo una vera emergenza abitativa: mentre alcuni progetti di studentati vedono evaporare i finanziamenti pubblici altri lanciano offerte di alloggio con canoni che superano di gran lunga le capacità economiche degli studenti.

Fano: il progetto di 18 posti letto continua senza contributo ministeriale

Nel cuore di Fano, in via Arco d’Augusto 1, è stato individuato un immobile adatto a ospitare diciotto studenti universitari. La proposta, avanzata da Project Finance Ingegneria prevedeva inizialmente un sostegno finanziario del Ministero, ma il decreto di erogazione è scaduto perché i lavori non sono stati completati entro i termini previsti. Il titolare, Massimo Cortellacci, ha dichiarato che il ritardo è dovuto a una gestione più lenta della pratica amministrativa, non a ostacoli dell’amministrazione comunale o a problemi di appalto. Nonostante la perdita del contributo, la società intende procedere con una variante progettuale che mantenga la destinazione a studentato ma senza l’obbligo di conservare la funzione per dodici anni.

Scadenze amministrative e prospettive operative

L’atto pubblicato all’albo pretorio fissa il 22 ottobre come data limite per i pareri degli enti coinvolti e il 29 ottobre per la chiusura del procedimento. Se questi termini verranno rispettati, la realizzazione dell’edificio potrebbe avviarsi entro un anno, con l’obiettivo di aprire le porte agli studenti per l’anno accademico 2027/28. La struttura prevede appartamenti con camere condivise, bagni, cucina e soggiorno, oltre a spazi comuni al piano terra, tra cui una sala studio e un deposito biciclette.

Ascoli Picena: il nuovo studentato Anima Picena e le tariffe contestate

Ad Ascoli, è stato inaugurato un nuovo complesso denominato Anima Picena, che offre posti letto a 400 euro al mese per una camera doppia e a 550 euro per una singola. Questi prezzi, considerati da sindacati e associazioni studentesche come la CGIL, Sunia e la Rete degli Studenti Medi, sono stati definiti “da struttura di lusso” e “elitari”. Il segretario della CGIL, Daniele Lanni, ha sottolineato che l’impiego di risorse pubbliche dovrebbe garantire una funzione sociale, favorendo l’accesso allo studio e l’inclusione, ma i canoni attuali rischiano di limitare fortemente la platea di studenti che possono permettersi l’alloggio.

Reazioni delle organizzazioni studentesche

Il rappresentante di Sunia, Angelo Lancianese, ha evidenziato che le tariffe richieste sono più del doppio della media regionale per affitti universitari, mentre la Rete degli Studenti Medi, tramite Lucia Rozzi, ha definito questi costi una “negazione concreta del diritto allo studio”. Le critiche convergono sul fatto che, oltre al prezzo, la vera questione è la capacità di rendere l’istruzione universitaria accessibile, senza costringere gli studenti a spostamenti o a rinunciare a opportunità accademiche per motivi economici.

Il caso del fuorisede: una stanza in sette giorni dopo la borsa di studio

Il racconto di Pietro Latorre, studente fuorisede a Bari, mette in luce un’altra dimensione della crisi abitativa: la necessità di trovare un alloggio in tempi ultra-brevi. Dopo aver ottenuto una borsa di studio Adisu, Latorre doveva caricare il contratto di locazione sulla piattaforma entro il 15 ottobre, ma la scarsa disponibilità di offerte a prezzi accessibili lo ha costretto a ricercare una sistemazione in appena sette giorni. La pressione temporale e il costo delle soluzioni disponibili hanno creato una situazione di forte stress, dimostrando quanto sia critico il problema per gli studenti che, pur beneficiando di un sostegno economico, faticano a coprire le spese abitative.

Questi tre episodi, seppur provenienti da città diverse della regione, evidenziano un pattern comune: la carenza di fondi pubblici per gli alloggi studenteschi, un modello tariffario che supera le capacità di spesa della maggioranza degli studenti e un iter amministrativo spesso poco reattivo. La combinazione di questi fattori rischia di trasformare l’università in un privilegio riservato a pochi, contraddicendo gli obiettivi di equità e inclusione perseguiti dalle istituzioni pubbliche.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.