Salta al contenuto
18 Agosto 2026

Bce avverte: intelligenza artificiale potrebbe scatenare una nuova bolla finanziaria

La Bce avverte che l'entusiasmo per l'intelligenza artificiale potrebbe portare a una correzione dei mercati azionari, con possibili ripercussioni sull'area dell'euro.

Bce avverte: intelligenza artificiale potrebbe scatenare una nuova bolla finanziaria

L’entusiasmo per l’intelligenza artificiale sta spingendo le valutazioni dei mercati azionari a livelli storici, ma questo potrebbe nascondere rischi significativi. Cinque economisti della Banca Centrale Europea (Bce) hanno espresso preoccupazioni riguardo a una possibile correzione dei mercati, con potenziali ripercussioni sull’area dell’euro.

Le valutazioni del mercato azionario statunitense, misurate dal rapporto CAPE (price/earnings corretto per il ciclo), sono vicine ai massimi storici, simili a quelli della bolla delle dot-com. Anche i Mercati europei mostrano un aumento, sebbene meno marcato. Gli economisti Malin Andersson, Johannes Breckenfelder, Stefano Corradin, Kalin Nikolov e Maria Antonietta Viola hanno analizzato questi trend in un recente post sul blog della Bce.

Le due spiegazioni teoriche dietro i cicli di boom e crollo

La ricerca economica offre due letture complementari dei cicli di boom e crollo che hanno accompagnato le rivoluzioni tecnologiche. La prima è la visione razionale l’elevata incertezza sulla produttività di una nuova tecnologia genera un option value che spinge al rialzo le valutazioni dei primi adottanti. Un esempio è il titolo Nvidia salito di venti volte dal 2026.

Tuttavia, anche in caso di successo della tecnologia, i prezzi possono scendere. Con la diffusione della tecnologia, l’economia diventa non diversificabile e gli investitori chiedono un premio al rischio più elevato. Questo effetto tende a prevalere sulla crescita degli utili.

La seconda spiegazione è comportamentale investitori eccessivamente ottimisti spingono i prezzi oltre i fondamentali, e il successivo rientro può risultare più brusco. Entrambe le prospettive implicano una correzione futura, anche se il momento esatto non è prevedibile.

L’esposizione dell’area euro ai titoli tecnologici statunitensi

Gli economisti della Bce si sono interrogati anche sulla possibile esposizione dell’area euro. Il primo canale di trasmissione è l’esposizione diretta e indiretta ai titoli delle cosiddette Magnificent Seven (Alphabet, Amazon, Apple, Tesla, Meta Platforms, Microsoft e Nvidia), dominanti negli indici globali come l’MSCI World.

Secondo i dati della Bce, la maggior parte delle esposizioni dell’area euro passa attraverso fondi comuni ed ETF anziché detenzioni dirette. Le famiglie dell’area euro, che indirizzano risorse crescenti verso ETF a basso costo, presentano circa 440 miliardi di euro di esposizione ai titoli tecnologici statunitensi, spesso senza essere consapevoli del rischio di concentrazione.

Le compagnie assicurative e i fondi pensione presentano anch’esse un’esposizione significativa. La struttura basata sui fondi è essa stessa un canale di propagazione: una correzione marcata può costringere i fondi a vendere attività per far fronte ai riscatti, alimentando ulteriori ribassi.

Il quadro dell’area euro e le possibili ripercussioni

Sul fronte europeo, i multipli restano considerevolmente inferiori a quelli statunitensi. Il contesto macroeconomico del settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione appare resiliente rispetto agli anni della bolla: produttività e mark-up in aumento, clima di fiducia nei servizi digitali non euforico, adozione dell’IA da parte delle imprese in crescita.

La prevalenza di titoli della old economy nei listini europei riduce il rischio di una crisi di origine interna. Tuttavia, la storica e stretta correlazione tra i mercati statunitensi ed europei implica che una correzione americana non lascerebbe indenne l’area euro, con possibili effetti su fiducia, condizioni di finanziamento e assunzioni.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.