Il term spread tra il rendimento del titolo a 10 anni e quello a 3 mesi, combinato al short rate è stato a lungo utilizzato come indicatore anticipatore di recessioni. Una regressione probit, condotta su un arco temporale che va dal 1960 al 2018, ha permesso di ricavare la probabilità di una crisi economica in base a questi due valori di mercato. I risultati, visualizzati in un grafico con le probabilità stimate (linea marrone per il periodo 1960-2018, linea nera per l’intero campione), mostrano una soglia critica fissata al 33 %.
Calcolo delle probabilità di recessione con lo spread 10-anno/3-mese e il tasso breve
Il modello parte da una regressione probit che collega lo spread termico e il tasso di interesse a breve termine alla probabilità che l’economia entri in recessione. Il risultato è una curva che assegna a ciascuna combinazione di valori una probabilità compresa tra 0 e 1. Quando la stima supera il valore soglia del 33 %, il modello segnala un possibile avvio di crisi. Nell’intervallo 1960-2018, tutti gli eventi di recessione riconosciuti dal NBER (con le date di picco-fondo evidenziate in grigio) sono stati intercettati, a eccezione della recessione pandemica, considerata atipica.
Interpretazione del valore soglia del 33 %
L’utilizzo di una soglia del 33 % nasce dall’osservazione che, al di sotto di tale livello, la probabilità di recessione resta statisticamente insignificante, mentre al di sopra si registra un aumento marcato del rischio. Tale cut-off, se applicato al campione pre-2018, consente di identificare correttamente ogni recessione registrata dal 1960, ma genera un false positive per l’anno 2024, dove il modello segnala una crisi che, al momento, non si è concretizzata.
Impatto della soglia del 33 % e confronto tra campioni pre-2018 e completo
Estendendo l’analisi all’intero dataset, includendo dati fino ad (2026M08), l’efficacia del modello cambia sensibilmente. La regressione completa, che presuppone l’assenza di nuove recessioni entro la data finale, perde la capacità di individuare le recessioni del 1990-91, del 2001 e di quella del 2007-09. Allo stesso tempo, il false positive per il 2024 persiste, evidenziando una tendenza del modello a sovrastimare il rischio in condizioni di mercato recenti.
Diminuzione del pseudo-R²
Un ulteriore indicatore di performance, il pseudo-R² scende dal valore 0.30 (campione 1960-2018) al 0.25 nell’analisi completa. Questa riduzione suggerisce una minore capacità esplicativa del modello quando si includono osservazioni più recenti, probabilmente a causa di cambiamenti strutturali nei mercati finanziari e delle politiche monetarie post-crisi.
Gli analisti dovrebbero considerare l’inclusione di ulteriori variabili o l’aggiornamento della soglia per mitigare i falsi allarmi, soprattutto in un contesto di mercato in rapido mutamento.



