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31 Ottobre 2026

Fondi e ETF: i flussi divergenti di settembre in Europa

Settembre segna un calo complessivo di 8,29 miliardi, ma gli ETF azionari spiccano raccogliendo 25,5 miliardi, evidenziando una spinta verso gli strumenti quotati.

Fondi e ETF: i flussi divergenti di settembre in Europa

Nel mese di settembre l’intero sistema europeo dei fondi comuni e degli ETF ha registrato una fuoriuscita netta di 8,29 miliardi di euro, secondo l’analisi di LSEG Lipper. Il risultato interrompe una serie di mesi positivi e si colloca in un contesto caratterizzato da forte volatilità sui mercati finanziari, dove gli investitori hanno rivalutato le proprie esposizioni.

Bilancio complessivo di settembre: deflussi e contrasti

Il dato aggregato nasconde una realtà a più livelli. Da una parte, i strumenti monetari hanno subito il più grande ripescamento, con deflussi pari a 34,70 miliardi di euro, mentre il comparto obbligazionario ha chiuso il mese in rosso di 870 milioni. Dall’altra, gli ETF azionari hanno continuato a registrare afflussi netti record, superando i 25 miliardi. Questa divergenza suggerisce che, nonostante le incertezze macro-economiche, la domanda di esposizione al capitale azionario rimane robusta.

Fondi monetari: un ritiro di liquidità su più valute

I fondi monetari europei hanno visto uscite da 35,82 miliardi di euro, con un impatto trasversale su diverse aree valutarie. Gli strumenti denominati in euro hanno perso 18,75 miliardi, seguiti da quelli in lire turche (7,18 miliardi), dollari statunitensi (5,79 miliardi) e sterline britanniche (2,91 miliardi). La riduzione dell’esposizione alla liquidità non è confinata a una singola moneta, ma riflette una strategia più ampia di riallocazione verso asset con rendimento atteso più elevato.

ETF azionari in crescita, fondi tradizionali in calo

Nel comparto azionario, le sottoscrizioni nette hanno raggiunto 13,75 miliardi di euro, ma la spaccatura tra tipologie è marcata: gli ETF azionari hanno raccolto 25,50 miliardi, mentre i fondi comuni tradizionali hanno registrato riscatti di 11,74 miliardi. La preferenza per gli ETF è alimentata da caratteristiche come la negoziabilità intra-giornaliera, la trasparenza delle posizioni e commissioni spesso più contenute rispetto ai prodotti gestiti attivamente.

Fondi comuni azionari: perdite nette significative

Gli investitori hanno ritirato risorse dai fondi comuni azionari tradizionali, indicando una possibile riduzione della fiducia nella capacità di questi gestori di generare alpha in un contesto di alta volatilità. La spinta verso gli strumenti quotati indica anche una maggiore propensione a gestire autonomamente le proprie allocazioni, sfruttando la flessibilità offerta dagli exchange-traded fund.

Obbligazioni, fondi bilanciati e alternative: un panorama misto

Il settore obbligazionario ha chiuso il mese con un saldo negativo di 870 milioni di euro: i fondi comuni tradizionali hanno visto deflussi per 8,16 miliardi, mentre gli ETF obbligazionari hanno raccolto 7,29 miliardi, quasi bilanciando le uscite. L’aumento dei rendimenti governativi ha esercitato pressione sui prezzi delle obbligazioni esistenti, penalizzando le strategie più sensibili alle variazioni dei tassi. Parallelamente, i fondi bilanciati hanno registrato afflussi per 10,19 miliardi, dimostrando l’interesse per soluzioni che combinano azioni e obbligazioni. Anche gli investimenti alternativi hanno chiuso positivamente, con un netto di 2,91 miliardi.

Prospettiva sui primi nove mesi dell’anno

Nonostante il risultato negativo di settembre, il quadro complessivo dei primi nove mesi 2026 rimane favorevole: i fondi comuni e gli ETF hanno attratto 662,64 miliardi di euro, di cui 346,95 miliardi provenienti da prodotti quotati. Il comparto azionario ha catturato 272,35 miliardi, quasi interamente tramite ETF (267,78 miliardi). Anche il segmento obbligazionario ha registrato afflussi per 173,59 miliardi, i fondi bilanciati per 100,92 miliardi e i fondi monetari hanno mantenuto un saldo positivo di 79,78 miliardi, nonostante il calo di settembre.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.